Il recente spettacolo con 500 droni luminosi nel cielo di Amalfi, organizzato dal Gruppo Ferretti in occasione della presentazione di un nuovo yacht Riva al Borgo Santandrea, ha riacceso il dibattito sul futuro degli eventi scenografici in Costiera Amalfitana.
Droni o fuochi d’artificio? Innovazione tecnologica o tradizione pirotecnica? Sul tema è intervenuta Enza Cobalto, assessore al Turismo del Comune di Amalfi, con una riflessione affidata ai social.
Per l’esponente della giunta, la questione non può essere ridotta a una semplice sostituzione. Droni e fuochi d’artificio sono due linguaggi diversi, con funzioni, costi e significati differenti.
Lo spettacolo dei droni ad Amalfi
Lo show aereo del Gruppo Ferretti ha illuminato lo specchio d’acqua davanti al Borgo Santandrea, attirando l’attenzione di residenti e turisti.
L’effetto scenografico è stato notevole e ha dimostrato la forza comunicativa delle nuove tecnologie applicate agli eventi. Proprio il successo dell’iniziativa, però, ha aperto una discussione più ampia: i droni possono prendere il posto dei fuochi d’artificio nelle feste storiche e patronali?
Cobalto: “Due forme di spettacolo diverse”
Secondo l’assessore Enza Cobalto, droni e fuochi pirotecnici non devono essere messi necessariamente in contrapposizione.
I droni rappresentano una forma moderna di narrazione visiva. Sono adatti a eventi aziendali, iniziative di marketing, presentazioni di brand e spettacoli personalizzati, dove il messaggio e l’effetto scenico hanno un ruolo centrale.
I fuochi d’artificio, invece, appartengono a una dimensione diversa: quella della festa popolare, della ritualità collettiva e della tradizione comunitaria.
Il valore culturale dei fuochi d’artificio
Per Cobalto, i fuochi d’artificio non sono solo intrattenimento.
Da secoli accompagnano liturgie religiose, feste civili e celebrazioni patronali. Il fuoco, il rumore e la luce fanno parte di un immaginario popolare radicato, legato all’identità delle comunità costiere.
Nel contesto delle feste tradizionali, dunque, la pirotecnica assume un valore simbolico e culturale che va oltre lo spettacolo visivo.
Il tema dei costi
L’assessore pone anche una questione economica.
Uno spettacolo di droni personalizzato, come quello visto ad Amalfi, può arrivare a costare molto più di uno spettacolo pirotecnico tradizionale. Secondo Cobalto, si può parlare anche di una spesa fino a quindici volte superiore.
Una differenza che, quando si parla di risorse pubbliche, non può essere ignorata.
Sostenibilità e tutela dei mestieri storici
Nel suo intervento, Cobalto allarga il ragionamento anche al concetto di sostenibilità.
La sostenibilità, spiega, non riguarda soltanto l’ambiente, ma anche la tutela delle competenze, dei lavori artigianali e dei mestieri storici.
Tra questi c’è quello del fuochista, una figura professionale che unisce tecnica, esperienza, chimica e tradizione tramandata nel tempo.
Cancellare completamente questa arte in nome dell’innovazione significherebbe, secondo questa visione, perdere un pezzo importante dell’artigianato e della cultura locale.
Innovazione e tradizione possono convivere
La posizione dell’assessore non è contraria alla tecnologia.
Il punto, piuttosto, è capire quando e come utilizzare ciascuna forma di spettacolo. I droni possono essere una grande opportunità per eventi moderni, privati o aziendali. I fuochi d’artificio, invece, restano profondamente legati alle feste identitarie e popolari.
La vera sfida è trovare un equilibrio, evitando che l’innovazione diventi cancellazione della memoria o che la tradizione venga difesa senza apertura al cambiamento.
Amalfi tra futuro e radici
Il dibattito aperto ad Amalfi racconta una questione più ampia, che riguarda molti territori turistici e culturali.
La Costiera Amalfitana è chiamata a innovare, attrarre eventi internazionali e dialogare con nuovi linguaggi. Ma allo stesso tempo deve custodire le proprie radici, i propri riti e le professionalità che hanno costruito nel tempo l’identità delle comunità locali.

