Il premier Conte è al lavoro per il terzo decreto nel giro di venti giorni e pensa di convocare non prima di giovedì la riunione dei capidelegazione prima di firmare il nuovo decreto. Dopo la riunione del Comitato tecnico scientifico e del Istituto superiore di sanità, palazzo Chigi dovrebbe essere in grado di mettere in fila i contenuti.
Conte divide il Paese, tre Regioni verso il lockdown
Il presidente del Consiglio
divide l'Italia in
tre fasce, in modo da calibrare la severità delle
chiusure di
contenimento della
pandemia sulla base dei coefficienti che registrano la gravità della situazione nei diversi territori e il
divieto di uscire di casa alle 21 potrebbe essere anticipato nelle aree più a rischio.
Il
nuovo Dpcm sarà applicato sulle valutazioni di oggi che stileranno i
tecnici della cabina di regia formata da Ministero della Salute e Istituto superiore di sanità. Un altro elemento è offerto dai
dati giornalieri che, anche ieri, hanno confermato una
lieve frenata.
Quali regioni rischiano il lockdown?
Anche se il premier Conte non ha ancora spiegato cosa significa dividere le Regioni in tre fasce a seconda della gravità della situazione, è innegabile che nello scenario più grave siano previsti un
lockdown territoriale e la chiusura delle scuole.
Se si sfoglia il Piano preparato dall'Istituto superiore di sanità, quello con i
quattro scenari, il più grave scatta quando l'
Rt è costantemente sopra a 1,5 (per tre settimane consecutive).
Ora cosa è previsto per le Regioni «a rischio alto nello scenario 4»? Il piano parla apertamente, nel caso la situazione sia confermata per più di tre settimane consecutive, «di restrizioni estese Regionali/provinciali», di «una forma di
restrizione più estesa su scala Provinciale o Regionale in base alla situazione epidemiologica», di «ripristino su vasta scala del lavoro agile e di limitazione della mobilità individuale». In sintesi: un
lockdown regionale, con il divieto di spostarsi in altre regioni.
Chi rischia questo tipo di restrizioni? Se si va a vedere il dato dell'Rt, l'indice di trasmissione del virus, sicuramente
Lombardia e
Piemonte, visto che sono addirittura sopra a 2, ma anche
Calabria e
Valle D'Aosta. Sotto osservazione pure
Puglia e
Sicilia.
Fonte: Il Mattino