Il Tribunale di Napoli ha condannato l’ASL Napoli 1 Centro al pagamento di un risarcimento pari a circa 1 milione e 700 mila euro in favore dei familiari di una donna di quarant’anni, deceduta a seguito di gravi complicanze infettive insorte dopo un intervento chirurgico eseguito presso l’Ospedale San Giovanni Bosco. Lo rendono noto gli avvocati dello Sudio Associati Maior.
Dagli accertamenti tecnici disposti dal Tribunale, in particolare dalla consulenza tecnica d’ufficio collegiale (CTU), è emersa la responsabilità della struttura sanitaria per non aver adottato adeguate misure di prevenzione e contenimento del rischio infettivo, con conseguente nesso causale tra le infezioni contratte in ambiente ospedaliero e la morte della donna.
“Si tratta di una sentenza significativa che riconosce in modo chiaro la responsabilità della struttura sanitaria nella gestione del rischio infettivo,” dichiarano gli avvocati dello Studio Associato Maior. “La decisione del Tribunale di Napoli conferma l’importanza del rispetto dei protocolli di prevenzione delle infezioni ospedaliere e tutela in modo concreto i diritti dei familiari della vittima. Lo Studio Associato Maior accoglie con favore il pronunciamento del Tribunale, preannunciando tuttavia la possibilità di impugnazione limitatamente alla quantificazione del danno, ritenuta suscettibile di ulteriore incremento in sede di gravame.”
Donna muore dopo aver contratto delle infezioni in ospedale: l’ASL Napoli 1 condannata a risarcire la famiglia
Il caso risale al 2015, quando la paziente era stata sottoposta a un intervento di chirurgia bariatrica che, secondo quanto emerso nel corso del giudizio, non avrebbe di per sé comportato esiti letali. Tuttavia, nel periodo successivo all’operazione, la paziente contraeva plurime infezioni ospedaliere che determinavano un rapido e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche, fino al decesso.Dagli accertamenti tecnici disposti dal Tribunale, in particolare dalla consulenza tecnica d’ufficio collegiale (CTU), è emersa la responsabilità della struttura sanitaria per non aver adottato adeguate misure di prevenzione e contenimento del rischio infettivo, con conseguente nesso causale tra le infezioni contratte in ambiente ospedaliero e la morte della donna.
“Si tratta di una sentenza significativa che riconosce in modo chiaro la responsabilità della struttura sanitaria nella gestione del rischio infettivo,” dichiarano gli avvocati dello Studio Associato Maior. “La decisione del Tribunale di Napoli conferma l’importanza del rispetto dei protocolli di prevenzione delle infezioni ospedaliere e tutela in modo concreto i diritti dei familiari della vittima. Lo Studio Associato Maior accoglie con favore il pronunciamento del Tribunale, preannunciando tuttavia la possibilità di impugnazione limitatamente alla quantificazione del danno, ritenuta suscettibile di ulteriore incremento in sede di gravame.”

