«Se n'è andato, è finito» queste le parole dette tra le lacrime dalla mamma del piccolo Domenico uscendo dall'ospedale Monaldi. Patrizia Mercolino ha annunciato di voler creare una fondazione in memoria del figlio.
Morte di Domenico, il dolore della mamma: «Una fondazione in suo nome per non dimenticarlo»
«Mi hanno chiamata stanotte, verso le 4, dicendomi che la situazione stava peggiorando, perché la macchina, l'Ecmo, stava iniziando a rallentare. Sono rimasta fino all'ultimo, fino a quando si è dovuta spegnere la macchina: ed è finita». Ha detto a «Mi Manda Rai Tre» Patrizia Mercolino, la mamma del piccolo.
«Lunedì andrò a firmare dal notaio per fare una fondazione a nome di Domenico, se ne occuperà il mio avvocato: voglio farlo perché Domenico non sia dimenticato e per aiutare altri bambini», ha detto ancora.
Il cappellano del Monaldi: «È morto tra le lacrime dei genitori e dei medici»
«Stamattina - racconta il cappellano come riportato da Il Mattino - ero con la mamma del bambino dalle 7.45, al suo capezzale, perché nella notte mi era giunto il sentore che si fosse aggravato. Ho avvisato l'arcivescovo Battaglia, il quale ha procrastinato i suoi appuntamenti per venire. Nel giro di mezz'ora è arrivato dalla curia. Siamo rimasti lì tutto il tempo, fino a quando il bambino non è spirato, accanto alla madre. È entrato anche il papà ed è stato presente nel momento finale».«Patrizia è una donna molto forte. Ha ripetuto più volte: 'Voglio che mio figlio non sia dimenticato'. Stamattina, prima che arrivasse l'arcivescovo, le ho detto: 'Noi non ci dimenticheremo di Domenico, ma non ci dimenticheremo neanche di te, perché hai dato un esempio di forza, di fortezza e di maternità. Tu sei mamma al cento per cento'. - ha aggiunto - Lei e suo marito non hanno mai avuto l'ardire di polemizzare. Sono stati sempre di una grande dignità, anche perché i medici che oggi vengono messi in discussione sono gli stessi che in precedenza l'avevano salvato».
L'inchiesta
Con la morte del piccolo Domenico, avvenuta come riferito dall’ospedale Monaldi «a seguito di un irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche», cambia il quadro giudiziario dell’inchiesta sul trapianto eseguito lo scorso 23 dicembre.
I sei sanitari già iscritti nel registro degli indagati – ai quali, secondo quanto si apprende, potrebbero aggiungersene altri – dovranno ora rispondere dell’ipotesi di omicidio colposo, reato più grave rispetto alle lesioni colpose gravi finora contestate.

