Si accende il dibattito politico a Cava de’ Tirreni dopo la diffusione di un messaggio, circolato in una chat riservata ai docenti, che invitava alla partecipazione a un appuntamento pubblico poi rivelatosi di natura politica. A sollevare il caso è il centrodestra locale, che ha reso noto il contenuto del messaggio chiedendo chiarimenti su quanto accaduto.
Il messaggio inviato ai docenti
Secondo quanto ricostruito, l’invito sarebbe stato inoltrato dalla fiduciaria di un plesso scolastico dell’infanzia di San Lorenzo. Nel testo si annunciava la presenza della dirigente scolastica, Mena Adinolfi, a un incontro previsto a Palazzo San Giovanni.
L’appuntamento veniva presentato come un momento di confronto su temi legati alla cultura e alle politiche educative del territorio, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra scuola e istituzioni.
La scoperta: evento politico e non istituzionale
Secondo la denuncia, però, l’incontro non avrebbe avuto carattere istituzionale. A Palazzo San Giovanni, nello stesso orario, era in programma la presentazione delle liste a sostegno del candidato del centrosinistra, Giancarlo Accarino.
Un dettaglio che ha acceso la polemica, portando l’opposizione a parlare di comunicazione fuorviante.
Le accuse del centrodestra
Nel comunicato diffuso, il centrodestra sottolinea come la partecipazione a iniziative politiche sia legittima, ma contesta le modalità utilizzate per promuovere l’evento.
Secondo la coalizione, l’utilizzo di canali legati all’ambito scolastico per invitare il personale docente rappresenterebbe una sovrapposizione inopportuna tra ruolo istituzionale e attività politica.
Tra i punti evidenziati:
- uso di una chat interna per finalità non strettamente scolastiche
- mancata chiarezza sulla natura politica dell’incontro
- coinvolgimento del personale attraverso comunicazioni ritenute ambigue
Il nodo istituzionale
La questione sollevata riguarda soprattutto il confine tra incarichi pubblici e partecipazione alla vita politica.
Per l’opposizione, chi ricopre ruoli istituzionali deve mantenere una netta distinzione tra funzioni pubbliche e attività di carattere politico, evitando qualsiasi possibile strumentalizzazione.

