Dopo le indiscrezioni riguardanti un presunto blocco della squadra presso un hotel di Agropoli prima della sfida contro la Gelbison, il Gela Calcio interviene con una nota ufficiale per smentire quella che definisce una "fake news" e chiarire l’esatta dinamica dei fatti. La società siciliana ha voluto precisare che il ritardo accumulato per la gara di Castelnuovo Cilento non è stato figlio di un’insolvenza, bensì di un mero problema tecnico legato ai circuiti bancari.
La nota del club respinge con forza le ricostruzioni "frettolose" apparse su alcune testate, giudicandole lesive e parziali. La dirigenza ha sottolineato come la diffusione di dinamiche interne non verificate rischi di danneggiare non solo il club ma l'intera città.
"Chi vuole male al Gela Calcio, vuole male a Gela", conclude il comunicato, ribadendo che la società si riserva di tutelare la propria immagine nelle sedi opportune contro ricostruzioni fuorvianti.
Il match contro la Gelbison, iniziato con 37 minuti di ritardo, sarebbe dunque scaturito da questo intoppo burocratico-bancario e non da una reale mancanza di volontà o capacità di pagamento da parte della compagine siciliana.
Gela Calcio, caso hotel ad Agropoli: la società smentisce il "sequestro"
Secondo quanto comunicato dal Gela Calcio, la società aveva inizialmente tentato di saldare il soggiorno tramite un bonifico istantaneo, procedura standard per le trasferte. Tuttavia, l'operazione non è stata accettata dagli istituti bancari della struttura ricettiva. A quel punto, il club ha provveduto a emettere un bonifico ordinario subito dopo la ricezione della fattura, completando regolarmente il pagamento.La nota del club respinge con forza le ricostruzioni "frettolose" apparse su alcune testate, giudicandole lesive e parziali. La dirigenza ha sottolineato come la diffusione di dinamiche interne non verificate rischi di danneggiare non solo il club ma l'intera città.
"Chi vuole male al Gela Calcio, vuole male a Gela", conclude il comunicato, ribadendo che la società si riserva di tutelare la propria immagine nelle sedi opportune contro ricostruzioni fuorvianti.
Il match contro la Gelbison, iniziato con 37 minuti di ritardo, sarebbe dunque scaturito da questo intoppo burocratico-bancario e non da una reale mancanza di volontà o capacità di pagamento da parte della compagine siciliana.

