Deltacron potrebbe non essere una nuova
variante del
Covid ma un errore di
laboratorio. Lo indicano diversi esperti che ritengono non si tratti di un nuovo ibrido di Sars-Cov-2 ma più probabilmente di una “contaminazione” avvenuta durante la procedura di analisi.
Deltacron, cosa sappiamo sulla variante del Covid: errore di laboratorio?
A far sorgere il dubbio che
Deltacron non sia una versione ricombinante del virus sono diversi aspetti, tra cui il metodo utilizzato per l’analisi dei campioni, esaminati “tutti in blocco” dai ricercatori ciprioti. La notizia della scoperta e l’incertezza di parte della comunità scientifica arrivano in un momento in cui la variante
Omicron sta spingendo i contagi oltre ogni picco mai registrato.
I dati di Deltacron da Cipro sembrano indicare una "contaminazione"
Anche se è possibile che diverse varianti del
Coronavirus si ricombinino tra loro e che i loro genomi formino nuovi ceppi (è accaduto con la variante Alfa B.1.1.7 e la variante B.1.429 scoperta in California), nel caso di Deltacron, la tesi della variante ibrida sembra essere una falsa pista o, come affermato su Twitter dal biologo molecolare Eric Topol dello Scripps Research Translational Institute di San Diego, una “scariant” (da “scary”, allarmante e “variant”, variante), cioè un qualcosa che non è nemmeno una vera variante ma spaventa le persone, inutilmente.