Il Governo, dopo la pubblicazione del Dpcm del 3 novembre, che introduce nuove chiusure e limitazioni per molte attività, dovrà correre ai ripari e mettere in campo un nuovo decreto per gli aiuti a chi è stato più colpito dalle chiusure. Un sostegno economico che verrà introdotto attraverso il decreto Ristori bis, atteso in Consiglio dei ministri probabilmente tra giovedì 5 e venerdì 6 novembre.
Dl Ristori bis: come funziona e quando arriveranno i fondi?
Il presidente del Consiglio,
Giuseppe Conte, assicura che ci saranno risorse adeguate, parlando di
1,5 o
2 miliardi di
euro: “
Gli stanziamenti ci sono ma se serve saremo pronti a chiedere alle Camere un nuovo scostamento di bilancio”.
I nuovi contributi dovrebbero andare alle
attività costrette alla
chiusura, ma anche a quelle
rimaste aperte ma che risentiranno delle
restrizioni e del
lockdown, con un conseguente
calo di
fatturato.
Dl Ristori bis: chi riceverà i nuovi contributi a fondo perduto
I
contributi a
fondo perduto saranno destinati ai
commercianti e alle
partite Iva. Il fondo è destinato alle partite Iva che sospendono le loro attività nelle
zone rosse: si tratta, per esempio, di
bar,
ristoranti,
centri estetici,
negozi di
abbigliamento e altre categorie. C’è da considerare, però, che le
aree arancioni e
rosse potrebbero
variare, non essendo fisse se non per un
periodo di
15 giorni. Quindi c’è il rischio di dover
allargare la
platea di volta in volta. Motivo per cui si pensa di istituire un fondo da cui attingere in caso di bisogno.
Obiettivo del governo è, intanto,
ampliare la
platea dei
beneficiari, aggiungendo
nuovi codici Ateco, come quello dei
musei, costretti alla chiusura. Potrebbero essere inseriti anche i
bus turistici e
rosticcerie e
pizzerie al
taglio, che vengono
penalizzati dal
coprifuoco alle 22. La lista, comunque, è in costante
aggiornamento.
Incentivi per le famiglie
Ulteriori incentivi potrebbero essere destinati ai
genitori con figlio che devono
stare a casa per la
didattica a distanza: in questi casi si pensa ad aiuti aggiuntivi per finanziare i
congedi parentale al
50% nei casi in cui non è possibile ricorrere allo
smart working. Possibile anche il rifinanziamento del
bonus babysitter.
Le risorse da destinare alle diverse categorie di
beneficiari dovrebbero provenire dal fondo
anti-Covid previsto in manovra, con uno stanziamento attuale da
4 miliardi di
euro che sembra però destinato ad
aumentare.
A quanto ammonteranno i contributi?
Il
governo dovrà stabilire il
meccanismo delle
percentuali dei
ristori. Si ipotizza che possa essere del
200% per chi è andato incontro a una
chiusura totale. In ogni caso il
contributo dovrebbe essere
doppio rispetto a quello della
primavera, calcolato sulla
perdita del
fatturato. E non dovrebbe essere inferiore a
2mila euro per le
persone e a
4mila euro per le
piccole imprese.
Il
tetto massimo dovrebbe essere quello di
150mila euro, mentre non ci sarà un limite massimo di fatturato oltre il quale non si potrà accedere al bonus, come avveniva invece in primavera (ma non col primo dl Ristori). L’obiettivo dell’esecutivo è quello di
chiudere in
tempi rapidi per dare subito gli aiuti a chi è costretto a chiudere. E per fare più in fretta e chiudere al più presto l’iter il provvedimento potrebbe confluire, per l’esame parlamentare, nel primo dl Ristori, ora all’esame del Senato.
Come e quando arriverà il contributo
Il contributo a
fondo perduto verrà versato in automatico dall’
Agenzia delle Entrate sul
conto corrente del
beneficiario. Non sarà necessario presentare alcuna domanda per chi ha già chiesto il primo contributo, quello previsto dal
decreto Rilancio in primavera. Il versamento arriverà sul conto corrente entro
15 giorni dall’entrata in vigore del nuovo
decreto.
Chi, invece, non aveva fatto domanda per il primo contributo, potrà farla ora. Ma i tempi per ricevere i fondi saranno chiaramente più lunghi. L’obiettivo, in questo caso, è quello di effettuare il versamento a tutti gli interessati entro la fine dell’anno.
Il sito del Ministero della Salute