La campagna elettorale salernitana segna un punto di rottura con il passato recente attraverso il ritorno in campo di Vincenzo De Luca.
Durante un affollato incontro all'Accademia di karate di via Manzella, nel cuore di Torrione, il candidato ha lanciato un messaggio di "tolleranza zero", facendosi accogliere dalle esibizioni marziali di giovani atleti come simbolo di una città che deve imparare a difendersi dal degrado e dalla microcriminalità. «Non mi candido a fare il passeggiatore — ha tuonato davanti alla platea — ma a riportare la sicurezza vera in questa città» come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Oltre alla linea dura sulla legalità, il discorso ha toccato le corde dello sviluppo economico e sociale. De Luca ha promesso un Piano Casa serio e il rilancio dei grandi cantieri come motore per l'occupazione, sottolineando la necessità di recuperare i parchi urbani e l'impiantistica sportiva delle periferie. In un passaggio dedicato alla visione a lungo termine, è stata rilanciata l'ambizione di vedere Salerno come Capitale della Cultura, puntando sul recupero del centro storico e sull'identità legata all'architettura contemporanea e alla memoria storica dell'operazione Avalanche.
L'obiettivo dichiarato è quello di scuotere una Salerno definita "depressa", restituendo ai cittadini non solo strade pulite e illuminate — con un richiamo diretto all'efficienza di Salerno Pulita nelle aree più critiche — ma soprattutto l'entusiasmo e la passione necessari per guardare al futuro con fiducia.
Durante un affollato incontro all'Accademia di karate di via Manzella, nel cuore di Torrione, il candidato ha lanciato un messaggio di "tolleranza zero", facendosi accogliere dalle esibizioni marziali di giovani atleti come simbolo di una città che deve imparare a difendersi dal degrado e dalla microcriminalità. «Non mi candido a fare il passeggiatore — ha tuonato davanti alla platea — ma a riportare la sicurezza vera in questa città» come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
De Luca a Torrione: «Riprendo in mano una città che si stava perdendo»
Il fulcro dell'intervento è stato il "diritto alla tranquillità", un valore che De Luca ritiene seriamente compromesso. Ricordando i tempi in cui le ragazze potevano rincasare a notte fonda senza timori, ha citato episodi di cronaca recente, come l'aggressione a un tredicenne in piazza della Concordia, per ribadire che la situazione attuale non è più tollerabile. Il piano d'azione immediato prevede il raddoppio della pubblica illuminazione sul lungomare e nei quartieri più sensibili, oltre a una stretta decisa contro il fenomeno dei parcheggiatori abusivi e delle "carovane di delinquenti" che gravitano attorno alla stazione ferroviaria.Oltre alla linea dura sulla legalità, il discorso ha toccato le corde dello sviluppo economico e sociale. De Luca ha promesso un Piano Casa serio e il rilancio dei grandi cantieri come motore per l'occupazione, sottolineando la necessità di recuperare i parchi urbani e l'impiantistica sportiva delle periferie. In un passaggio dedicato alla visione a lungo termine, è stata rilanciata l'ambizione di vedere Salerno come Capitale della Cultura, puntando sul recupero del centro storico e sull'identità legata all'architettura contemporanea e alla memoria storica dell'operazione Avalanche.
L'obiettivo dichiarato è quello di scuotere una Salerno definita "depressa", restituendo ai cittadini non solo strade pulite e illuminate — con un richiamo diretto all'efficienza di Salerno Pulita nelle aree più critiche — ma soprattutto l'entusiasmo e la passione necessari per guardare al futuro con fiducia.

