Un settore in forte espansione: crociere e benefici economici da 18 miliardi, con il polo Napoli-Salerno sul podio. Lo riporta Il Mattino.
L’analisi di Clia sui dati consuntivi del 2024 evidenzia un ulteriore incremento dei risultati economici nel 2025. E le proiezioni indicano che il trend positivo continuerà anche nel 2026, complice il riorientamento delle attività crocieristiche dal Golfo Persico al Mediterraneo, dove la richiesta è in costante crescita.
A ciò si aggiungono 7,3 miliardi di euro di benefici indiretti provenienti dalla filiera di fornitura del comparto, 2,9 miliardi di acquisti diretti da parte delle compagnie e 2,5 miliardi legati ai consumi dei lavoratori. Un dato ulteriore di notevole importanza riguarda l’investimento nei cantieri navali italiani, che ha raggiunto i 3,4 miliardi.
Secondo Francesco Galietti, direttore di Clia Italia, nessun altro mercato europeo riesce a generare impatti economici così complessivi e diffusi: ogni anello della catena produttiva ne beneficia. Il valore creato spazia dalla costruzione delle navi fino ai consumi dei lavoratori, passando per l’indotto turistico e gli acquisti diretti.
Questi numeri mostrano come le crociere siano diventate non soltanto un motore fondamentale per la crescita economica del Paese, ma anche una risorsa strategica per la valorizzazione delle città portuali e dei territori ad esse collegati. L’evoluzione del settore sembra inoltre destinata a continuare su questa traiettoria positiva anche nei prossimi anni.
Boom di crociere, sul podio il polo Napoli-Salerno: benefici da 18 miliardi
Secondo i dati raccolti da Clia (Cruise Lines International Association), l’Italia si conferma leader in Europa per i benefici derivanti dall’industria delle crociere. Tra i poli che trainano maggiormente l’economia del Paese spicca quello di Napoli-Salerno, che figura sul podio insieme ad altri porti strategici.L’analisi di Clia sui dati consuntivi del 2024 evidenzia un ulteriore incremento dei risultati economici nel 2025. E le proiezioni indicano che il trend positivo continuerà anche nel 2026, complice il riorientamento delle attività crocieristiche dal Golfo Persico al Mediterraneo, dove la richiesta è in costante crescita.
Dati chiave: l’Italia regina in Europa
Il rapporto Clia sottolinea che l’Italia detiene una posizione unica in Europa: nel nostro Paese si concentra il 25% dell’impatto economico totale generato dal settore crocieristico europeo. Tale successo si deve al contributo significativo dei quattro principali canali di spesa: la cantieristica, gli acquisti delle compagnie, la spesa dei passeggeri ed equipaggi, e i salari. Questi elementi generano effetti economici rilevanti e diffusi su tutto il territorio nazionale.A ciò si aggiungono 7,3 miliardi di euro di benefici indiretti provenienti dalla filiera di fornitura del comparto, 2,9 miliardi di acquisti diretti da parte delle compagnie e 2,5 miliardi legati ai consumi dei lavoratori. Un dato ulteriore di notevole importanza riguarda l’investimento nei cantieri navali italiani, che ha raggiunto i 3,4 miliardi.
Le mete più ricercate e l’impatto economico complessivo
Civitavecchia, punto nevralgico per le escursioni a Roma, e i poli di Genova-Savona e Napoli-Salerno si classificano come le destinazioni che beneficiano maggiormente dell’aumento dei flussi turistici legati alle crociere. Complessivamente, nel 2024 l’intero settore ha prodotto un impatto di 18,1 miliardi di euro sull’economia italiana, un valore che rappresenta il 28% del totale europeo pari a 64,1 miliardi.Italia al primo posto in Europa
Con un output economico quasi doppio rispetto alla Spagna, seconda classificata con 8,6 miliardi, l’Italia si conferma come la nazione europea principale beneficiaria della crocieristica. Nel 2024, il comparto ha registrato una crescita del 23% rispetto ai 14,7 miliardi del 2023.Secondo Francesco Galietti, direttore di Clia Italia, nessun altro mercato europeo riesce a generare impatti economici così complessivi e diffusi: ogni anello della catena produttiva ne beneficia. Il valore creato spazia dalla costruzione delle navi fino ai consumi dei lavoratori, passando per l’indotto turistico e gli acquisti diretti.
Contributo al PIL e occupazione
La crocieristica contribuisce al PIL italiano per 7,3 miliardi di euro, di cui 2,8 miliardi direttamente generati e 4,4 miliardi derivanti dagli effetti indiretti e indotti. Inoltre, il settore supporta l’occupazione con ben 113.000 posti di lavoro tra diretti e indiretti, ovvero il 25% del totale europeo pari a 445.000 occupati. Ai lavoratori italiani sono stati destinati complessivamente 3,6 miliardi di euro in salari.Questi numeri mostrano come le crociere siano diventate non soltanto un motore fondamentale per la crescita economica del Paese, ma anche una risorsa strategica per la valorizzazione delle città portuali e dei territori ad esse collegati. L’evoluzione del settore sembra inoltre destinata a continuare su questa traiettoria positiva anche nei prossimi anni.

