Sequestro preventivo d’urgenza da 8 milioni di euro nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Rimini. Nella mattinata di oggi, Guardia di Finanza, Squadra Mobile e Digos di Rimini hanno eseguito il provvedimento su disponibilità finanziarie, crediti, immobili e società.
L’operazione ha coinvolto anche le province di Salerno, Caserta, Monza-Brianza, Ascoli Piceno e Rimini, dove sono state eseguite perquisizioni. Sono sette le persone indagate, tra cui un esponente della criminalità organizzata. Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, sono truffa aggravata, indebita compensazione, intestazione fittizia di beni, reimpiego di capitali illeciti e bancarotta fraudolenta.
Crediti d’imposta inesistenti, sequestro da 8 milioni: perquisizioni anche a Salerno e Caserta
Le indagini sono partite dopo la cessione della proprietà di una società sportiva riminese, avvenuta nell’agosto 2025. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i nuovi amministratori avrebbero estinto in pochi giorni debiti tributari e contributivi per oltre 750mila euro. Le pendenze riguardavano Erario, Inps e Inail ed erano maturate nel corso degli anni.
Per saldare quei debiti sarebbero stati utilizzati in compensazione crediti d’imposta risultati inesistenti. Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire la filiera dei crediti. Secondo gli investigatori, sarebbero stati generati da una società con sede a Scafati, in provincia di Salerno, priva dei requisiti necessari e con partita Iva risultata cessata.
I crediti sarebbero poi stati ceduti a una seconda società con sede a Caserta, incaricata di commercializzarli sull’intero territorio nazionale. Una parte sarebbe stata dirottata sulla società sportiva riminese.
Il coinvolgimento di un soggetto già indagato dalla Dda di Salerno
Nel corso dell’attività investigativa sono emersi elementi sul presunto coinvolgimento nella gestione di fatto della società sportiva di un soggetto indagato in un’altra inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno.
In quel procedimento l’uomo risulta indagato per associazione di tipo mafioso ed estorsione. Per quei reati l’Autorità giudiziaria competente aveva disposto un provvedimento di custodia cautelare in carcere.
Il fallimento della società riminese
Le condotte contestate, secondo gli investigatori, avrebbero aggravato il dissesto della società sportiva. Tra gli elementi emersi figurano anche alcune operazioni ritenute distrattive ai danni dei creditori. Per la società riminese il Tribunale ha disposto il fallimento, con apertura della procedura di liquidazione giudiziale.
L’operazione, condotta congiuntamente da Guardia di Finanza e Polizia di Stato di Rimini, rientra nell’attività di contrasto all’illegalità economica e ai fenomeni di inquinamento del tessuto imprenditoriale. Il provvedimento è stato emesso sulla base degli elementi raccolti nella fase delle indagini preliminari. Per gli indagati resta ferma la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

