Secondo uno studio internazionale dell'università di Basilea, la seconda ondata dell'epidemia di covid in Europa sarebbe nata in Spagna, tra i lavoratori stagionali impegnati nella raccolta della frutta. Il virus, secondo gli scienziati, avrebbe sibìto una mutazione alla fine di giugno, arrivando poi a dilagare nei mesi di luglio e agosto, subito dopo la fine del lockdown, quando la gente ricominciava a tornare alla vita "normale", e si pensava che l'estate e il caldo avrebbero definitivamente sconfitto l'apidemia.
Covid, dalla Spagna una mutazione che ha portato alla seconda ondata
La seconda ondata dell'epidemia di covid covava sotto la cenere da mesi, e sarebbe partita dalla Spagna, con i primi fo
bolai tra i
lavoratori agricoli stagionali impegnati tra la Comunità di
Aragón e la
Catalogna, interessando le poi
Saragoza e
Lleida, e diffondendosi tra la popolazionei.
Lo studio
Lo
studio, pubblicato sul quotidiano britannico
Financial Times, anche se ancora in attesa di
verifica, avrebbe evidenziato una
variante del coronavirus, chiamata
20A.EU1, nata ed estesa tra questi
lavoratori, in
precarie condizioni igienico-sanitarie di lavoro e di vita. Questa
variante rappresenterebbe oltre l'80% dei
casi in Spagna e
Regno Unito, il 60% in
Irlanda e il 40% in
Francia e
Svizzera.
La mutazione in 12 Paesi
Questa mutazione sarebbe stata identificata in 12 paesi europei e da lì trasmessa ad altri continenti attraverso le persone in uscita e in entrata in Spagna. Molte delle quali di ritorno nel nostro Paese.