I timori di un imminente lockdown per l'ondata di
Covid hanno scatenato gli acquisti a
Pechino, generando lunghe code sia ai supermercati sia davanti ai centri provvisori per i test di massa decisi dalle autorità sanitarie e concentrati a Chaoyang, il distretto centrale della capitale cinese. Nel giorno in cui Shanghai, quasi interamente bloccata da settimane, ha reso noto di aver registrato domenica 51 nuovi decessi, Pechino ha aggiornato il conto dei contagi con altri 14 casi, portando il totale a 55 nel conteggio dal 22 aprile, preparandosi al peggio dopo che per una settimana "il virus è sfuggito ai rilevamenti".
Covid, Pechino: lunghe code ai supermercati
La preoccupazione coinvolge anche i mercati internazionali, con i prezzi delle materie prime che crollano e gli investitori che si interrogano sulla domanda di commodity, in un contesto già reso incerto dalla corsa dei prezzi, dalla stretta monetaria e dalla guerra in Ucraina. Il petrolio cede il 3,8% sul Wti a 98,3 dollari al barile e il Brent a 102,8 dollari. I future sul rame con consegna a maggio crollano sul mercato cinese (Shanghai Future Exchange) dell'8,4%, quelli sull'alluminio con consegna a giugno del 50%, quelli sul ferro del 48% al Dalian commodity exchange, un altro mercato di commodity cinese. In calo anche i prezzi dei metalli preziosi, con l'oro a -1,1%, l'argento a -2,3%, il palladio a -3,5%.