Covid,
passaporto vaccinale per
rilanciare lo
sport: il sì di
palestre e
piscine ormai al collasso. Questa è la richiesta di molti imprenditori al collasso per poter ripartire in sicurezza.
Covid, passaporto vaccinale: il sì di palestre e piscine
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Sì al passaporto vaccinale e a qualsiasi strumento riconosciuto dai sanitari che consenta di riaprire presto e tornare alla normalità - dichiara Giorgio Averni, presidente del circolo Antico Tiro a Volo, a Roma - Ricevo continuamente telefonate di persone che vorrebbero poter accedere agli impianti sportivi e nonostante sappia bene quanto, in particolare per alcune, sarebbe importante e utile, sono costretto a dire no".
Questione sociale
Questione sociale. "
Il passaporto vaccinale sarebbe, certamente, un bel mezzo per riaprire le attività - commenta Paolo Barelli, presidente Federazione Italiana Nuoto - occorre che ci siano i vaccini. Stando alle stime dei tecnici, forse per luglio avremo una percentuale alta di vaccinati. Temo, però, che a quel punto molte piscine saranno fallite. Lo sport non è solo quello dei grandi campioni, è un elemento essenziale per il benessere psicofisico delle persone e mi pare che questo sia stato dimenticato dalla politica".
Questione economica
A ciò si aggiunge la
questione economica. "
Un impianto di medie dimensioni - spiega - ha, in media, come costi fissi circa 30/40mila euro al mese. Stiamo parlando di quasi mezzo milione in 12 mesi, ossia da quando le strutture sono chiuse.
E per gli impianti grandi, i costi salgono a 60/70mila euro mensili. Come si può resistere così? Ad oggi, il 70% degli impianti per il nuoto è chiuso e la metà non riuscirà a riaprire. Il problema ci sarà anche in ottica agonistica. Ci sono ragazzi che si impegnavano costantemente, andando la mattina a scuola e il pomeriggio in piscina, che ormai da mesi non possono più farlo".
Stessa opinione per
Marco Bisciaio, Referente nazionale Parkour-Federazione Ginnastica d'Italia: "
Ben venga il passaporto vaccinale. Chiudere le palestre è stato un errore: lo sport rafforza le difese immunitarie ed è importante pure a livello psicologico. Inoltre, le varie strutture hanno lavorato per mettere in sicurezza i locali. Ci sono bimbi tra i 5 e i 7 anni, ad esempio nella ginnastica artistica, che stavano facendo attività preparatoria all'agonismo. Se non consentiamo loro di farla per un anno o due, i risultati li vedremo tra un paio di Olimpiadi. In altri Paesi, la preparazione è andata avanti".