È previsto per lunedì 22 febbraio, a partire dalle 9.30, il Consiglio dei Ministri in cui si discuterà del prossimo decreto Covid, contenente "ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica". Questo è quanto trapela da Palazzo Chigi.
Intanto le Regioni sono unite nell’appello al premier Mario Draghi affinché il governo cambi passo sui vaccini e sulle norme che determinano i colori, ma divisi sulla richiesta di un’Italia tutta arancione.
Covid: Regioni chiedono al Governo "Restrizioni e indennizzi nello stesso provvedimento"
I
governatori, che oggi hanno tenuto una
discussione sulla valutazione dell’
attuale sistema di regole per la gestione e il contenimento della pandemia di
Coronavirus in vista del prossimo
decreto, hanno chiesto all’esecutivo che, "
per i provvedimenti che introducono restrizioni particolari per singoli territori, si attivino contestualmente gli indennizzi per le categorie coinvolte".
E a questo scopo, ha detto il presidente dell’
Emilia-Romagna e della
Conferenza delle Regioni,
Stefano Bonaccini, "
è anche necessario che i provvedimenti restrittivi regionali siano adottati con l’intesa del ministro della Salute".
Covid: un’Italia tutta arancione divide i governatori
Dalla
riunione delle Regioni
non è emersa una
linea unitaria sulla
zona arancione nazionale evocata in mattinata. L’idea non avrebbe trovato sponda principalmente tra le fila dei presidenti di
Regione del
centrodestra, tra cui il governatore
Giovanni Toti.
Il presidente della Liguria vorrebbe infatti una
zona gialla nazionale, che preveda "
maggiori riaperture per sport, palestre e piscine, spettacolo, e consentire ai ristoranti di scegliere se aprire a pranzo o a cena, per dare a tutti l’opportunità di lavorare", focalizzando invece le chiusure e i passaggi in “zona rossa” a livello locale e comunale. Una posizione, questa di
Toti, simile a quella di
Matteo Salvini che oggi ha chiesto interventi rapidi e circoscritti nelle zone con un maggior numero di casi, senza però gettare "
nel panico l’intero Paese". I tempi per decidere sono stretti.
Bonaccini: "Sui vaccini serve un cambio di passo"
Sul
tavolo della riunione odierna tra le
Regioni, anche la questione dei
vaccini. Preoccupa la riduzione delle forniture annunciata da
AstraZeneca, tant’è che il governatore della
Lombardia Attilio Fontana ha chiesto al presidente Draghi di "
far sentire la propria voce in Europa". Duro anche il
segretario del
Pd e presidente della regione
Lazio, Nicola Zingaretti, che ha detto: "
L’Italia tuteli gli interessi nazionali e le programmazioni delle Regioni, intanto prepariamoci alla produzione di vaccini validati da Ema e Aifa da parte delle nostre aziende".
Bonaccini ha commentato: "
Lavoro comune ed intesa fra tutte le Regioni che nelle prossime ore presenteranno al governo una piattaforma di proposte in vista del prossimo Dpcm, nella convinzione che occorra un deciso cambio di passo nella campagna vaccinale e per la ripresa economica. Anche per questo abbiamo chiesto al Governo un incontro urgente".
(Fonte: Open)
Il sito del Ministero della Salute