Secondo gli analisti di Facile.it, le famiglie italiane potrebbero registrare aumenti medi di 121 euro per la bolletta del gas e 45 euro per quella dell’energia elettrica nel corso del 2026, a causa delle tensioni in Medio Oriente. Il calcolo si basa sui consumi medi di una famiglia tipo italiana (2.700 kWh di elettricità e 1.400 Smc di gas) e sulle stime di PUN (Prezzo Unico Nazionale) e PSV (Punto di Scambio Virtuale).
Il costo complessivo stimato sale così a 2.593 euro, pari al 7% in più rispetto ai 2.427 euro previsti prima dell’inizio del conflitto. L’aumento interessa principalmente i consumatori con tariffe indicizzate; chi ha un contratto a tariffa fissa non subirà incrementi fino alla scadenza del contratto in essere.
L’Unione europea dipende per circa il 70% dalle forniture di gas naturale liquefatto da Stati Uniti e Norvegia. A gennaio 2026, gli Stati Uniti hanno fornito 8 miliardi di metri cubi (64% del totale), la Norvegia 1 miliardo (5%), mentre il Qatar ha contribuito al 4% e la Nigeria al 5%. Il GNL russo rappresenta attualmente il 17% delle forniture. La Commissione europea ritiene che, al momento, non ci sia rischio per la continuità delle forniture, ma prevede possibili effetti sui prezzi.
L’ARERA, guidata da Nicola Dell’Acqua, monitora quotidianamente i futures del gas e prevede di adottare eventuali misure emergenziali se la situazione dovesse peggiorare.
Il costo complessivo stimato sale così a 2.593 euro, pari al 7% in più rispetto ai 2.427 euro previsti prima dell’inizio del conflitto. L’aumento interessa principalmente i consumatori con tariffe indicizzate; chi ha un contratto a tariffa fissa non subirà incrementi fino alla scadenza del contratto in essere.
Conflitto in Iran, rincari per le bollette degli italiani
Nelle ultime ore, il prezzo del gas ha superato i 60 euro al MWh, ai massimi da agosto 2022. Il rialzo è legato all’incertezza sul blocco delle esportazioni dal principale impianto di GNL del Qatar e sul suo impatto sulle forniture globali. Le quotazioni ad Amsterdam registrano un incremento del 41%, attestandosi a 63,49 euro/MWh.L’Unione europea dipende per circa il 70% dalle forniture di gas naturale liquefatto da Stati Uniti e Norvegia. A gennaio 2026, gli Stati Uniti hanno fornito 8 miliardi di metri cubi (64% del totale), la Norvegia 1 miliardo (5%), mentre il Qatar ha contribuito al 4% e la Nigeria al 5%. Il GNL russo rappresenta attualmente il 17% delle forniture. La Commissione europea ritiene che, al momento, non ci sia rischio per la continuità delle forniture, ma prevede possibili effetti sui prezzi.
Previsioni e monitoraggio dei prezzi
Secondo Confindustria, i prezzi dell’energia resteranno volatili finché non si risolveranno le tensioni in Medio Oriente. Aurelio Regina, delegato del presidente per l’Energia, ha sottolineato l’importanza di garantire la competitività e la sicurezza degli approvvigionamenti, evitando oneri che possano incidere sul mercato.L’ARERA, guidata da Nicola Dell’Acqua, monitora quotidianamente i futures del gas e prevede di adottare eventuali misure emergenziali se la situazione dovesse peggiorare.

