Resta in detenzione il 44enne di Sarno, accusato di aver colpito con un’arma da taglio il figlio minorenne al culmine di un violento diverbio domestico. Il Tribunale del Riesame ha respinto l’istanza della difesa, confermando la misura cautelare in carcere con l’accusa di tentato omicidio come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Le indagini sono state condotte dai carabinieri della stazione locale, attraverso l’acquisizione di testimonianze e di elementi utili alla ricostruzione dei fatti. In una prima fase l’uomo era stato denunciato a piede libero, ma successivamente la Procura ha richiesto l’applicazione di una misura restrittiva, accolta dal giudice per le indagini preliminari.
In un primo momento il giovane aveva riferito di non ricordare con precisione l’accaduto, sostenendo di essere stato aggredito da uno sconosciuto. Solo in seguito sarebbe emersa la dinamica maturata in ambito familiare. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la sera dei fatti padre e figlio avrebbero avuto un acceso confronto, degenerato in una colluttazione. Durante lo scontro fisico, il 44enne avrebbe colpito il ragazzo al petto con un coltello. Il minorenne, ferito e sanguinante, si sarebbe allontanato dall’abitazione raggiungendo l’ospedale in auto, accompagnato da un amico.
Diversa la versione fornita dall’indagato, sia davanti al giudice per le indagini preliminari sia in sede di Riesame. La difesa ha sostenuto che il giovane avrebbe aggredito per primo il padre e che, nel tentativo di contenerlo, l’uomo avrebbe cercato di disarmarlo. La ferita, secondo questa ricostruzione, sarebbe stata accidentale, provocata dallo stesso ragazzo mentre cercava di sottrarsi alla presa del genitore. A sostegno di tale tesi è stato evidenziato anche il fatto che il 44enne si sarebbe recato in ospedale successivamente.
Tra gli elementi emersi figura inoltre un controllo di polizia effettuato poche ore prima dell’episodio, durante il quale al 17enne sarebbero stati trovati hashish, un coltello e del denaro. Circostanza che, secondo gli investigatori, potrebbe aver alimentato la discussione tra padre e figlio.
Il collegio del Riesame ha ritenuto tuttavia sussistenti gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato. La versione fornita dall’uomo è stata giudicata priva di riscontri oggettivi e non coerente con la natura delle lesioni riscontrate. I giudici hanno inoltre valorizzato il comportamento successivo ai fatti, rilevando che il soccorso immediato al ferito non sarebbe stato prestato dal padre ma da un amico del ragazzo.
Alla luce di tali valutazioni, resta confermata la custodia cautelare in carcere con l’ipotesi di tentato omicidio. Le indagini proseguono per definire in modo completo il quadro probatorio.
Accoltella il figlio diciassettenne, confermato il carcere per il padre
L’episodio risale al 7 gennaio scorso ed è avvenuto all’interno dell’abitazione familiare a Sarno. Il ragazzo, 17 anni, fu trasportato all’ospedale Villa Malta con una ferita al torace giudicata guaribile in venti giorni. La segnalazione partita dal presidio sanitario, che aveva comunicato la presenza di un minore con lesione da arma da taglio, ha dato avvio all’attività investigativa.Le indagini sono state condotte dai carabinieri della stazione locale, attraverso l’acquisizione di testimonianze e di elementi utili alla ricostruzione dei fatti. In una prima fase l’uomo era stato denunciato a piede libero, ma successivamente la Procura ha richiesto l’applicazione di una misura restrittiva, accolta dal giudice per le indagini preliminari.
In un primo momento il giovane aveva riferito di non ricordare con precisione l’accaduto, sostenendo di essere stato aggredito da uno sconosciuto. Solo in seguito sarebbe emersa la dinamica maturata in ambito familiare. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la sera dei fatti padre e figlio avrebbero avuto un acceso confronto, degenerato in una colluttazione. Durante lo scontro fisico, il 44enne avrebbe colpito il ragazzo al petto con un coltello. Il minorenne, ferito e sanguinante, si sarebbe allontanato dall’abitazione raggiungendo l’ospedale in auto, accompagnato da un amico.
Diversa la versione fornita dall’indagato, sia davanti al giudice per le indagini preliminari sia in sede di Riesame. La difesa ha sostenuto che il giovane avrebbe aggredito per primo il padre e che, nel tentativo di contenerlo, l’uomo avrebbe cercato di disarmarlo. La ferita, secondo questa ricostruzione, sarebbe stata accidentale, provocata dallo stesso ragazzo mentre cercava di sottrarsi alla presa del genitore. A sostegno di tale tesi è stato evidenziato anche il fatto che il 44enne si sarebbe recato in ospedale successivamente.
Tra gli elementi emersi figura inoltre un controllo di polizia effettuato poche ore prima dell’episodio, durante il quale al 17enne sarebbero stati trovati hashish, un coltello e del denaro. Circostanza che, secondo gli investigatori, potrebbe aver alimentato la discussione tra padre e figlio.
Il collegio del Riesame ha ritenuto tuttavia sussistenti gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato. La versione fornita dall’uomo è stata giudicata priva di riscontri oggettivi e non coerente con la natura delle lesioni riscontrate. I giudici hanno inoltre valorizzato il comportamento successivo ai fatti, rilevando che il soccorso immediato al ferito non sarebbe stato prestato dal padre ma da un amico del ragazzo.
Alla luce di tali valutazioni, resta confermata la custodia cautelare in carcere con l’ipotesi di tentato omicidio. Le indagini proseguono per definire in modo completo il quadro probatorio.

