La Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno porta davanti al Tribunale del Riesame un nuovo capitolo dell’inchiesta sul presunto traffico di stupefacenti collegato all’orbita del clan Fezza-De Vivo.
Il pubblico ministero Elena Guarino ha impugnato la decisione del gip che aveva respinto la richiesta di misure cautelari nei confronti di due indagati irpini, una donna di Santa Lucia di Serino e un uomo di Serino.
Il ricorso della Procura antimafia
La Dda contesta il provvedimento con cui il giudice per le indagini preliminari aveva escluso l’applicazione di misure restrittive per i due indagati.
Secondo l’impostazione della Procura, gli elementi raccolti nel corso dell’indagine descriverebbero un coinvolgimento più stabile nella rete criminale ipotizzata dagli investigatori. La difesa della tesi accusatoria sarà ora al centro della valutazione del Riesame di Salerno.
L’inchiesta sul traffico di droga
L’indagine era scattata lo scorso 6 maggio con un’operazione condotta dal Goa della Guardia di Finanza di Salerno.
Gli accertamenti avrebbero ricostruito una presunta rete dedita all’importazione di droga da Spagna e Albania, con l’obiettivo di rifornire diverse piazze di spaccio tra l’Agro Nocerino e il territorio del Serinese.
Nel complesso, l’inchiesta coinvolge 17 persone. Per nove di loro erano state disposte misure cautelari, mentre per altri indagati il gip non aveva accolto la richiesta avanzata dalla Procura.
Il nodo del coinvolgimento dei due indagati
Il punto centrale del confronto giudiziario riguarda il ruolo attribuito ai due indagati irpini.
Secondo il gip, gli episodi contestati potrebbero essere letti come condotte occasionali di spaccio, non sufficienti a dimostrare una partecipazione stabile a un’associazione criminale.
La Dda, invece, sostiene una valutazione diversa. Per la Procura antimafia, intercettazioni e attività di osservazione indicherebbero un inserimento più organico nella presunta associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico.
Il confronto davanti al Riesame
La questione passa ora al vaglio del Tribunale del Riesame di Salerno, chiamato a decidere se accogliere il ricorso presentato dalla Dda o confermare la decisione del gip.
I giudici dovranno valutare il peso degli elementi investigativi e stabilire se il quadro indiziario consenta l’applicazione delle misure cautelari richieste dalla Procura.
Non si escludono eventuali rinvii legati all’astensione dei penalisti.
Indagini e garanzie processuali
La vicenda resta nella fase cautelare e ogni responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie competenti.
Il procedimento prosegue nel rispetto delle garanzie difensive e del principio di presunzione di innocenza degli indagati fino a eventuale sentenza definitiva.

