Dopo le operazioni svolte alle luci dell'alba, ecco i dettagli sul caso di istigazione alla corruzione in Cilento: spunta una promessa di 10mila euro per un appalto.
10mila euro al Comune di Pollica per un appalto: scatta la denuncia per istigazione alla corruzione
Nella giornata odierna, i
Carabinieri del Comando Compagnia di Vallo della Lucania agli ordini del capitano
Mennato Malgieri, hanno dato esecuzione alla
ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del
Tribunale di Vallo della Lucania – nei confronti di
un imprenditore e di tre soggetti, funzionari pubblici, ritenuti responsabili in concorso tra di loro di
“istigazione alla corruzione”.
I provvedimenti vengono eseguiti all’esito di una complessa indagine condotta dalla stazione dei carabinieri di
Pollica, avviata nel marzo scorso e tempestivamente portata a termine. La vicenda processuale muove dalla
denuncia del responsabile dell’ufficio tecnico che ha dichiarato di essere stato contattato da un
imprenditore locale il quale richiedeva, previa corresponsione di un’utilità,
l’aggiudicazione a suo favore della gara per il rifacimento della rete fognaria del comune di Pollica; lo stesso indagato suggeriva per facilitare l’aggiudicazione della gara, la scelta di confacenti commissari di gara, dallo stesso successivamente indicati;
i tre, mostratisi pienamente consapevoli della proposta corruttiva dell’imprenditore,
rivestono nell’ambito di uffici tecnici dei comuni di Cannalonga, Castellabate, Santa Marina e Torchiara.
Per la nomina dei suddetti commissari al responsabile dell’ufficio tecnico del
Comune di Pollica veniva promesso un compenso di
Euro 10.000,00 in contanti da corrispondere proprio al momento della nomina della commissione composta dai compiacenti funzionari a garanzia del buon esito della gara. I coinvolti sono l’imprenditore
Vincenzo Cammarota, i funzionari Carmine Rosalia, Carmine Del Verme e Giovanni Stabile.