Cronaca

Chi è Cloe Bianco, la professoressa vittima della transfobia

Ileana Picariello
Chi è Cloe Bianco, la professoressa vittima della transfobia
La professoressa transgender, Cloe Bianco, aveva annunciato il suo suicidio in un post sul suo blog. Chi è realmente la donna che si è tolta la vita il 10 giugno 2022, spinta dalla mancanza di fiducia nelle istituzioni e derisa dai colleghi e dai genitori dei suoi alunni.

Chi è Cloe Bianco

La 58 enne era stata un’insegnante di Fisica all’istituto agrario “Mattei” di San Donà di Piave, in provincia di Venezia e, nel 2015, era entrata in classe indossando (come “sognava da quando aveva 5 anni”, come scriveva nel suo blogabiti femminili e chiedendo agli studenti di non chiamarla più con il precedente nome maschile. Quel gesto fece molto scalpore e alcuni genitori degli alunni non accettarono la trasformazione. Cloe fu sospesa per tre giorni dall’insegnamento. Il suo comportamento fu giudicato non "responsabile nè corretto". Successivamente venne spostata a ruoli di segreteria. Fece ricorso ma perse la battaglia. Andò avanti per un po’. Si arrese. Lasciato il paese si rifugiò nel camper, dove il 10 giugno si è tolta la vita.

La lettera aperta di un padre scandalizzato

Il padre di uno dei ragazzi scrisse una lettera aperta, rilanciata su Facebook dall’allora Assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan, con delle critiche molto pesanti. “Ma davvero la scuola si è ridotta così? (…) Forse questo è un fatto ‘normale’ per tanti, ma non per noi che viviamo quei valori che ci sono stati donati e che all’educazione dei nostri figli ci teniamo lottando quotidianamente bersagliati ogni giorno da chi quei valori vuole distruggere, teorie gender e quant’altro". L'assessora, anche dopo la morte di Cloe, continua a maltrattarla chiamandola "Il professor Bianco". Per lei resterà sempre un uomo che "si vestiva da donna".

Il testamento di Cloe

La donna morta suicida ha pubblicato il suo testamento:
Oggi la mia libera morte, così tutto termina di ciò che mi riguarda. Subito dopo la pubblicazione di questo comunicato porrò in essere la mia autochiria, ancor più definibile come la mia libera morte. In quest’ultimo giorno ho festeggiato con un pasto sfizioso e ottimi nettari di Bacco, gustando per l’ultima volta vini e cibi che mi piacciono. Questa semplice festa della fine della mia vita è stata accompagnata dall’ascolto di buona musica nella mia piccola casa con le ruote, dove ora rimarrò. Ciò è il modo più aulico per vivere al meglio la mia vita e concluderla con lo stesso stile. Qui finisce tutto. Addio. Se mai qualcuna o qualcuno leggerà questo scritto”.

L'erdità di Cloe Bianco

Cloe Bianco aveva anche scritto il libro “PERsone TRANSgenere. Manifesto e Progetto della dignità e dei diritti delle persone transgenere in Italia”. La procura di Belluno ha disposto l’esame del Dna per ufficializzare l'identità del cadavere. Ma sembra più un atto dovuto che un reale dubbio sul fatto che possa trattarsi di lei, una persona che soffriva e che di se stessa scriveva: “Io sono brutta, decisamente brutta, sono una donna transgenere. Non faccio neppure pietà, neppure questo”.
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