Nel comune di Cava de' Tirreni un brutto incidente domestico si è trasformato nell'occasione per accendere i riflettori su una pagina di straordinaria efficienza e sensibilità medica interna al presidio ospedaliero cittadino come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
La vicenda, rimbalzata grazie alla documentazione del Comitato spontaneo nato a tutela del nosocomio metelliano, vede come testimone d'eccezione un soccorritore professionista del 118, un operatore con quasi trent'anni di servizio alle spalle che si è trovato a vivere l'emergenza dall'altro lato della barricata.
I dubbi della vigilia sono stati azzerati dall'impatto con la realtà del reparto cavese, guidato dal primario Andrea Loffredo. Il personale di turno è riuscito a coniugare la rapidità dell'intervento clinico con un supporto emotivo costante, esteso anche ai parenti provati dall'ansia.
Dal comitato cittadino sottolineano come questo episodio rappresenti la prova tangibile del valore umano e professionale che resiste nelle corsie del Santa Maria dell'Olmo, un esempio di eccellenza quotidiana che si spera possa fare da volano per il tanto atteso potenziamento dei servizi ambulatoriali del territorio di Cava.
La vicenda, rimbalzata grazie alla documentazione del Comitato spontaneo nato a tutela del nosocomio metelliano, vede come testimone d'eccezione un soccorritore professionista del 118, un operatore con quasi trent'anni di servizio alle spalle che si è trovato a vivere l'emergenza dall'altro lato della barricata.
Cava de' Tirreni, miracolo di efficienza al Santa Maria dell'Olmo
La catena dei soccorsi si era attivata originariamente presso la struttura sanitaria di Battipaglia dove un cittadino, rimasto gravemente ferito dopo una brutta caduta, era stato trasportato d'urgenza. Constatata l'impossibilità di procedere al ricovero in loco per la saturazione dei posti letto idonei, la centrale operativa regionale ha coordinato un tempestivo trasferimento proprio verso il reparto di chirurgia generale e d'urgenza di Cava de' Tirreni. Un cambio di rotta che inizialmente aveva sollevato non poche perplessità e timori tra i conoscenti del malcapitato, preoccupati che l'ospedale metelliano non potesse garantire gli standard dei grandi centri.I dubbi della vigilia sono stati azzerati dall'impatto con la realtà del reparto cavese, guidato dal primario Andrea Loffredo. Il personale di turno è riuscito a coniugare la rapidità dell'intervento clinico con un supporto emotivo costante, esteso anche ai parenti provati dall'ansia.
Dal comitato cittadino sottolineano come questo episodio rappresenti la prova tangibile del valore umano e professionale che resiste nelle corsie del Santa Maria dell'Olmo, un esempio di eccellenza quotidiana che si spera possa fare da volano per il tanto atteso potenziamento dei servizi ambulatoriali del territorio di Cava.

