Una pesante sentenza emessa dal giudice Luca Purcaro ha sancito la condanna a un anno di reclusione per la nota tiktoker napoletana Rita De Crescenzo, accusata di diffamazione aggravata e persecuzione mediatica ai danni di un'assistente sociale della Municipalità 1 del Comune di Napoli. Il magistrato ha inoltre stabilito l'obbligo di risarcimento del danno nei confronti della professionista, costituitasi parte civile con l'assistenza dell'avvocato Giuseppe Scarpa.
La reazione di Rita De Crescenzo si è scatenata sul web tra il 2 agosto e il 22 ottobre 2022. Sfruttando la cassa di risonanza del suo profilo TikTok, forte di oltre due milioni di follower, l'imputata ha pubblicato dieci video dai toni violentissimi. Nei filmati, la De Crescenzo accusava apertamente l'operatrice e incitava la sua cerchia di sostenitori a compiere azioni ritorsive nel comune di Salerno, dove abita la vittima, pronunciando frasi esplicite come: «Mamme, gridiamo tutte insieme contro questa signora... Abita a Salerno e, guardate che combinazione, dove ha portato mio figlio? A Battipaglia».
Il clima di tensione è ben presto degenerato in una vera e propria caccia all'uomo quando l'influencer ha lanciato un esplicito editto verso il capoluogo salernitano: «Salernitani, voi che mi amate andate sotto casa di questa e gridate "ingiustizia"!». Questa minaccia telematica ha generato una situazione talmente pericolosa da spingere il Comune, l'8 agosto del 2022, a collocare d'urgenza la dipendente in modalità smart working per sottrarla a possibili aggressioni e tutelarne l'incolumità fisica.
I successivi accertamenti condotti dalla Polizia Postale hanno blindato l'impianto accusatorio. Nel corso del dibattimento, la strategia difensiva dell'influencer, sostenuta dall'avvocato Alfonso Quarto, ha tentato di sollevare dubbi sulla reale paternità di quelle dirette web; una tesi che è stata però completamente rigettata dal giudice Purcaro, il quale ha definito del tutto mendaci le insinuazioni della De Crescenzo, condannandola formalmente per aver offeso e calpestato la reputazione della dottoressa.
Rita De Crescenzo condannata a un anno per la gogna social contro l'assistente sociale
I fatti affondano le radici nel 18 gennaio 2017, quando un imponente blitz dei Carabinieri portò all'arresto di oltre quaranta persone, azzerando il clan Elia attivo nel Pallonetto di Santa Lucia a Napoli, contesto a cui i pm avevano a lungo accostato la figura di De Crescenzo. In seguito a quella massiccia operazione anticrimine, il Tribunale per i Minorenni dispose l'allontanamento di diversi ragazzi dai contesti familiari: tra questi vi era il figlio minore dell'influencer, spostato in una casa famiglia a Battipaglia dopo un iniziale affidamento al padre. La gestione di questa pratica assistenziale venne curata dalla dottoressa finita poi nel mirino, residente nel territorio salernitano.La reazione di Rita De Crescenzo si è scatenata sul web tra il 2 agosto e il 22 ottobre 2022. Sfruttando la cassa di risonanza del suo profilo TikTok, forte di oltre due milioni di follower, l'imputata ha pubblicato dieci video dai toni violentissimi. Nei filmati, la De Crescenzo accusava apertamente l'operatrice e incitava la sua cerchia di sostenitori a compiere azioni ritorsive nel comune di Salerno, dove abita la vittima, pronunciando frasi esplicite come: «Mamme, gridiamo tutte insieme contro questa signora... Abita a Salerno e, guardate che combinazione, dove ha portato mio figlio? A Battipaglia».
Il clima di tensione è ben presto degenerato in una vera e propria caccia all'uomo quando l'influencer ha lanciato un esplicito editto verso il capoluogo salernitano: «Salernitani, voi che mi amate andate sotto casa di questa e gridate "ingiustizia"!». Questa minaccia telematica ha generato una situazione talmente pericolosa da spingere il Comune, l'8 agosto del 2022, a collocare d'urgenza la dipendente in modalità smart working per sottrarla a possibili aggressioni e tutelarne l'incolumità fisica.
I successivi accertamenti condotti dalla Polizia Postale hanno blindato l'impianto accusatorio. Nel corso del dibattimento, la strategia difensiva dell'influencer, sostenuta dall'avvocato Alfonso Quarto, ha tentato di sollevare dubbi sulla reale paternità di quelle dirette web; una tesi che è stata però completamente rigettata dal giudice Purcaro, il quale ha definito del tutto mendaci le insinuazioni della De Crescenzo, condannandola formalmente per aver offeso e calpestato la reputazione della dottoressa.

