Operazione antimafia tra Sant’Antimo e comuni limitrofi all'alba di questa mattina, giovedì 19 febbraio: 14 arresti per associazione mafiosa ed estorsioni. Smantellati i vertici di tre clan camorristici.
Maxi blitz antimafia a Sant’Antimo: 14 arresti
Un’operazione dei militari dell’Arma dei Carabinieri ha colpito i vertici della criminalità organizzata attiva nell’area di Sant'Antimo e nei comuni limitrofi, portando all’arresto di 14 persone. L’intervento è stato eseguito su delega della Procura della Repubblica di Napoli. I militari del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
I destinatari del provvedimento — 13 condotti in carcere e uno posto ai domiciliari — sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsioni e tentate estorsioni, oltre a detenzione e porto illegale di armi. I reati risultano aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di favorire le organizzazioni criminali di appartenenza.
Le indagini avrebbero messo in luce la continuità operativa di tre clan, individuati come Clan Puca, Clan Verde e Clan Ranucci, attivi tra Sant’Antimo, Sant’Arpino, Casandrino e Grumo Nevano. Gli accertamenti avrebbero inoltre ricostruito le strutture interne e identificato i capi o reggenti delle rispettive compagini.
Secondo gli investigatori, i gruppi avrebbero siglato un accordo di collaborazione basato sulla spartizione delle zone di influenza e sulla gestione di una cassa comune alimentata dai proventi delle attività illecite.
Il dominio sul territorio sarebbe stato garantito anche attraverso la disponibilità di armi e la conseguente capacità intimidatoria. Nel corso dell’inchiesta sono stati documentati diversi episodi estorsivi ai danni di imprenditori e commercianti.

