Una nuova, provocatoria espressione lanciata da Vincenzo De Luca è destinata a sollevare un polverone nel dibattito politico. Durante il suo intervento alla Conferenza nazionale di Unioncamere a Paestum, il sindaco di Salerno ha coniato la definizione di "camorra democratica" a margine del racconto dettagliato di un retroscena legato alla gestione degli appalti pubblici nel territorio salernitano, per poi spostare il tiro sulla caratura della classe dirigente nazionale.
Con la consueta schiettezza, l'amministratore ha spiegato di aver convocato l'uomo nel proprio ufficio per un chiarimento diretto: "Ci sediamo e gli dico: Senta, sa che cosa si dice di lei? Che lei è un camorrista". Di fronte ai dinieghi dell'interlocutore, che ha giurato sui propri figli la sua estraneità ai clan, il primo cittadino ha proposto un patto basato sul rigido rispetto dei tempi di consegna e sulla qualità dei materiali: un anno di tempo per ultimare il cantiere a regola d'arte, pena il blocco dei pagamenti. L'accordo ha dato i frutti sperati, con l'opera completata addirittura in anticipo in nove mesi e senza le proteste dei commercianti, spingendo De Luca a chiosare con una battuta fulminante: "Diciamo esempio di camorra democratica".
Dall'aneddoto locale, la riflessione si è rapidamente estesa alla situazione politica nazionale, con affondi durissimi verso l'esecutivo centrale e i vertici dei partiti. De Luca si è detto "disperato" davanti a una classe politica definita incapace di assumere decisioni e ironicamente incline a cambiare unicamente le denominazioni dei ministeri. Il sindaco ha inoltre stroncato l'attuale dibattito sul nucleare, giudicandolo ideologico e demenziale poiché omette di informare i cittadini sui costi reali, sui dieci anni necessari alla costruzione di una centrale e sul problema dello stoccaggio delle scorie.
L'intervento non ha risparmiato critiche a Enrico Letta, accusato di pronunciare belle parole distanti dalla realtà, e si è concluso con una durissima requisitoria contro i parlamentari odierni, descritti come "miserabili che pensano solo alla ricandidatura" e cresciuti politicamente solo nel ruolo di portaborse.
"Camorra democratica": bufera sull'aneddoto di Vincenzo De Luca
Nel corso della relazione, immortalata in un filmato diffuso dalla testata L'Ora della Sera, De Luca ha rievocato un singolare faccia a faccia avvenuto in passato all'interno del Palazzo di Città con un imprenditore locale, la cui famiglia era ritenuta vicina ad ambienti della criminalità organizzata ma che risultava regolarmente provvisto di certificazione antimafia per l'esecuzione di lavori di manutenzione stradale.Con la consueta schiettezza, l'amministratore ha spiegato di aver convocato l'uomo nel proprio ufficio per un chiarimento diretto: "Ci sediamo e gli dico: Senta, sa che cosa si dice di lei? Che lei è un camorrista". Di fronte ai dinieghi dell'interlocutore, che ha giurato sui propri figli la sua estraneità ai clan, il primo cittadino ha proposto un patto basato sul rigido rispetto dei tempi di consegna e sulla qualità dei materiali: un anno di tempo per ultimare il cantiere a regola d'arte, pena il blocco dei pagamenti. L'accordo ha dato i frutti sperati, con l'opera completata addirittura in anticipo in nove mesi e senza le proteste dei commercianti, spingendo De Luca a chiosare con una battuta fulminante: "Diciamo esempio di camorra democratica".
Dall'aneddoto locale, la riflessione si è rapidamente estesa alla situazione politica nazionale, con affondi durissimi verso l'esecutivo centrale e i vertici dei partiti. De Luca si è detto "disperato" davanti a una classe politica definita incapace di assumere decisioni e ironicamente incline a cambiare unicamente le denominazioni dei ministeri. Il sindaco ha inoltre stroncato l'attuale dibattito sul nucleare, giudicandolo ideologico e demenziale poiché omette di informare i cittadini sui costi reali, sui dieci anni necessari alla costruzione di una centrale e sul problema dello stoccaggio delle scorie.
L'intervento non ha risparmiato critiche a Enrico Letta, accusato di pronunciare belle parole distanti dalla realtà, e si è concluso con una durissima requisitoria contro i parlamentari odierni, descritti come "miserabili che pensano solo alla ricandidatura" e cresciuti politicamente solo nel ruolo di portaborse.

