Doveva essere un Ferragosto nel Cilento, si è trasformato per alcune ore in una disavventura. Cinque ragazzi della provincia di Avellino sono arrivati a Marina di Camerota convinti di aver prenotato un alloggio per tre giorni, dopo aver versato 1.300 euro. Una volta sul posto, però, della struttura non avrebbero trovato alcuna traccia. A evitare che la vacanza saltasse del tutto è stato l’intervento dell’associazione turistica “Terra e Mare”, che è riuscita a trovare per loro una nuova sistemazione.
Camerota, salva la vacanza dei cinque giovani truffati da una finta struttura ricettiva
I cinque giovani avevano individuato attraverso una nota piattaforma di prenotazione una struttura indicata come “Casa Palli”, in via Torre. Dopo aver effettuato il pagamento previsto per tre giorni di soggiorno, venerdì pomeriggio sono arrivati a Marina di Camerota e hanno iniziato a cercare l’alloggio tra le numerose case vacanza presenti nella zona. Ogni tentativo, però, si sarebbe rivelato inutile. Della struttura indicata nella prenotazione non avrebbero trovato traccia.
A quel punto i ragazzi hanno provato ripetutamente a contattare il recapito telefonico fornito durante la prenotazione. Alle chiamate, però, sarebbero seguiti soltanto messaggi automatici preimpostati. Rimasti senza una sistemazione e dopo aver già versato i 1.300 euro, i cinque si sono ritrovati nei pressi di piazza Santa Maria, realizzando di essere probabilmente finiti vittime di una truffa.
Il passaparola tra i soci di “Terra e Mare”
La loro situazione è stata notata da alcuni componenti dell’associazione turistica “Terra e Mare”, che hanno avviato un passaparola per cercare una soluzione. Informata dell’accaduto, la presidente Sofia Calicchio ha raggiunto personalmente i ragazzi in piazza.
Dopo una lunga serie di telefonate e contatti con le strutture ricettive della zona, l’associazione è riuscita a trovare un’altra sistemazione a Marina di Camerota, consentendo ai cinque giovani di non rinunciare completamente alla vacanza.
L’invito a presentare denuncia ai Carabinieri
Prima di sistemarsi nella nuova struttura, ai ragazzi è stato consigliato di rivolgersi ai Carabinieri per denunciare quanto accaduto. La scelta è stata ritenuta ancora più importante perché, secondo quanto riferito dall’associazione, la struttura oggetto della segnalazione risultava ancora disponibile sulla piattaforma di prenotazione. Una circostanza che ha fatto nascere il timore che anche altri vacanzieri potessero incorrere nella stessa situazione.
L’associazione: «Prima di essere host dobbiamo essere sentinelle del Cilento»
Attraverso la propria pagina Facebook, “Terra e Mare” ha preso le distanze dall’episodio e ha raccontato l’intervento messo in campo per aiutare i cinque ragazzi. «Ci sono storie che non ci appartengono ed è corretto puntualizzare», si legge nel post.
La presidente ha spiegato di aver lasciato la propria struttura per raggiungere i giovani e cercare insieme ai soci una soluzione. Dopo circa un’ora di telefonate con la piattaforma e con le attività ricettive della zona, è stato possibile trovare un nuovo alloggio.
Calicchio ha inoltre invitato i ragazzi a presentare denuncia e annunciato che anche l’associazione intende muoversi, sottolineando la necessità di tutelare il territorio e la sua immagine. Per “Terra e Mare”, infatti, chi opera nel turismo deve sentirsi anche “sentinella del Cilento”, intervenendo quando episodi del genere rischiano di danneggiare sia i visitatori sia la reputazione dell’intero territorio.

