Una storia che profuma di riscatto e determinazione quella di Bruno Petrone, giovane talento dell’Angri Calcio, protagonista di un ritorno che ha dell’incredibile. Il 27 dicembre scorso, il 18enne si trovava nel quartiere Chiaia quando è stato vittima di una violenta aggressione: cinque giovani, a bordo di due scooter, lo hanno accoltellato senza apparente motivo.
L’operazione e la paura di non tornare più in campo
Trasportato d’urgenza in ospedale, Petrone è stato sottoposto a un intervento chirurgico delicato che ha comportato l’asportazione della milza. Nei giorni successivi, oltre al dolore fisico, il timore più grande era uno solo: dover rinunciare per sempre al calcio.
Un incubo che sembrava poter mettere fine alla sua carriera prima ancora di iniziare.
Il ritorno e il gol decisivo
A distanza di pochi mesi, però, è arrivata la svolta. Domenica scorsa, nel playout di Eccellenza campana contro il Castelpoto, Bruno Petrone è tornato in campo con la maglia dell’Angri.
E lo ha fatto nel modo più straordinario: segnando il gol dello 0-3 che ha chiuso definitivamente la partita, poi terminata 1-3, garantendo la salvezza alla squadra.
L’urlo sotto la tribuna
Dopo la rete, il giovane attaccante si è diretto verso la tribuna lasciandosi andare a un urlo liberatorio, simbolo di una battaglia vinta contro la paura, il dolore e l’incertezza.
Un momento carico di emozione che racconta più di mille parole: il ritorno alla vita, prima ancora che al calcio.

