I Carabinieri hanno accertato la natura dolosa dell'episodio della bomba esplosa davanti ai locali della Casa del Commiato che sarebbe stata inaugurata nei prossimi giorni a Cava de' Tirreni: si indaga sulla pista del racket. Danni alla struttura per 20mila euro. L'attentatore probabilmente sarebbe stato supportato da un complice. Lo riporta Il Mattino.
Gli investigatori hanno vagliato le immagini di videosorveglianza per chiarire se hanno ripreso i momenti dell'attentato. Con ogni probabilità, l'autore del gesto non ha agito da solo ma con un complice. Gli inquirenti dunque non tralasciano alcuna pista anche se la più probabile sempre essere quella del racket. A poche ore da quanto avvenuto, i dirigenti dell'agenzia funebre hanno ribadito la loro volontà di non fermarsi: "La nostra realtà, è stata vittima di un vile e grave attacco. Un gesto inaccettabile che ha colpito non solo la nostra struttura ma il lavoro, i sacrifici e la dedizione che abbiamo investito in questi mesi. Non sarà certo questo episodio a fermare il nostro progetto. Al contrario, rafforza la nostra determinazione ad andare avanti con convinzione e forza. Chiediamo il supporto delle istituzioni, forze dell'ordine, Prefettura e di tutti quelli che credono nella legalità affinché venga fatta luce sull'episodio e vengano identificati i responsabili. Non abbassiamo la testa anzi la alziamo ancora di più, nel rispetto della legge e dei valori condivisi da migliaia di cittadini, persone perbene che non si riconoscono in questi atti di violenza".
Bomba esplosa a Cava de' Tirreni, si indaga sulla pista del racket
Dopo aver accertato la natura dolosa, ora i Carabinieri hanno avviato le indagini su più piste per capire il movente e soprattutto identificare l'autore dell'attentato alle pompe funebri. Le indagini non hanno lasciato spazi a dubbi: qualcuno ha piazzato un grosso ordigno davanti ai locali del civico 60 di via XXV Luglio. Gli accertamenti della Scientifica, insieme ai Vigili del Fuoco, hanno appurato che l'esplosione che ha provocato danni alla struttura per 20mila euro è stata causata da un ordigno artigianale, probabilmente una bomba carta.Gli investigatori hanno vagliato le immagini di videosorveglianza per chiarire se hanno ripreso i momenti dell'attentato. Con ogni probabilità, l'autore del gesto non ha agito da solo ma con un complice. Gli inquirenti dunque non tralasciano alcuna pista anche se la più probabile sempre essere quella del racket. A poche ore da quanto avvenuto, i dirigenti dell'agenzia funebre hanno ribadito la loro volontà di non fermarsi: "La nostra realtà, è stata vittima di un vile e grave attacco. Un gesto inaccettabile che ha colpito non solo la nostra struttura ma il lavoro, i sacrifici e la dedizione che abbiamo investito in questi mesi. Non sarà certo questo episodio a fermare il nostro progetto. Al contrario, rafforza la nostra determinazione ad andare avanti con convinzione e forza. Chiediamo il supporto delle istituzioni, forze dell'ordine, Prefettura e di tutti quelli che credono nella legalità affinché venga fatta luce sull'episodio e vengano identificati i responsabili. Non abbassiamo la testa anzi la alziamo ancora di più, nel rispetto della legge e dei valori condivisi da migliaia di cittadini, persone perbene che non si riconoscono in questi atti di violenza".

