Oggi, 21 luglio 2020, nell'aula 114 del Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli, è il giorno degli imputati del processo per l'omicidio del piccolo Giuseppe, il bimbo di 6 anni morto il 27 gennaio 2019 a Cardito, ucciso a bastonate dall'ex compagno della madre, Valentina Casa, 30 anni, che lei sotto processo. "Mi sono messo nel letto per rilassarmi un po'… verso le 8 e qualcosa, sentii che (i bambini, ndr) saltavano sul letto … mi è venuto un raptus di follia, mi si è spento il cervello, e li picchiai… ma non ho mai voluto ammazzarli".
Omicidio di Giuseppe a Cardito: Tony "fu un raptus, non volevo ammazzarli"
A rispondere alle domande del pm Fabio Sozio (che da gennaio sostituisce il pm Paola Izzo), è
Tony Essobdi Badre,
25 anni, accusato di essere l'
assassino del piccolo. "
Fu un raptus di 5 minuti… - continua
Badre -
mi è venuto in cameretta dopo aver visto la struttura del letto rotta… è come se in quel momento mi si fosse spento il cervello." Numerose sono state, nel corso dell'interrogatorio durato circa due ore, sono state le
contestazioni avanzate dal
sostituto procuratore presso il tribunale di Napoli Nord Sozio a
Badre in relazione alle sue dichiarazioni, ai contenuti delle
intercettazioni e dei
messaggi acquisti durante le
indagini che lo vedono
reo confesso e accusato di
omicidio volontario del piccolo Giuseppe Dorice, del
tentato omicidio della
sorellina e di maltrattamenti nei confronti di
Giuseppe, della sorellina più grande e anche della sorellina più piccola.
Sono stati parecchi, inoltre, i "non ricordo" con i quali l'imputato ha
risposto alle
domande del pm ma anche degli avvocati di
parte civile, anche in relazione alle percosse subite il giorno prima dell'
omicidio, da
Giuseppe, per mano ancora una volta di
Barde, mentre si trovavano in strada.
Il sito del Ministero della Salute