Bella ciao: la storia
La canzone divenne il simbolo della Resistenza soltanto venti anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale: è proprio l’Anpi, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, a parlare di “invenzione di una tradizione”, una definizione data dallo storico Cesare Bermani che è stato uno dei primi a praticare il metodo storiografico della storia orale. La cantante Giovanna Daffini, invece, nel 1962 cantò una versione che non parlava di invasori ma di lavoro come mondine, dicendo di averla imparata nelle risaie piemontesi. La celebrità di Bella ciao, in Italia, arrivò nel 1964: il Nuovo Canzoniere presentò a Spoleto uno spettacolo dal titolo proprio “Bella ciao”, aperto dalla versione mondina della canzone e chiuso da quella partigiana. Un anno dopo, però, l'”incidente”: Bermani scrive che “nel maggio 1965 in una lettera a l’Unità Vasco Scansani racconta che le parole di Bella Ciao delle mondine le ha scritte lui, non prima della guerra ma nel 1951 in una gara di cori fra mondariso e che la Daffini gli ha chiesto le parole”.Un canto di Libertà e Resistenza
La versione partigiana è dunque sicuramente anteriore a quella mondina, che ne ha semplicemente tratto ispirazione. Non è quindi certo quando sia davvero nata Bella ciao, ma secondo gli studiosi è stata comunque scritta prima della guerra. Sul sito di Anpi si legge: “Tracce di “Bella Ciao” si trovano anche prima della guerra e che negli anni immediatamente successivi alla Liberazione un gruppo di giovani Italiani, delegati ad un congresso giovanile internazionale improvvisarono questo canto. Fino a quando ci sarà ricordo dei “ribelli per amore” si alzeranno le note di “Bella Ciao”, diventato un inno quando già da anni i partigiani avevano consegnato le armi. Da allora “Bella Ciao” è diventato il canto simbolo della Resistenza”. Un canto dunque certamente di libertà e resistenza, suppure non per tutti i partigiani nei momenti della guerra. Nonostante la canzone sia diventata popolare due decenni dopo la fine del conflitto, oggi ricorda quel momento così complicato e critico per tutta l’umanità, sottolineando come la libertà non sia un bene scontato ma per cui si deve combattere giorno dopo giorno, anche se il prezzo deve essere la vita.Il testo
"Una mattina mi son svegliato o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao una mattina mi son svegliato e ho trovato l'invasor.
O partigiano portami via o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao o partigiano portami via che mi sento di morir.
E se io muoio da partigiano o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao e se io muoio da partigiano tu mi devi seppellir.
Seppellire lassù in montagna o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao seppellire lassù in montagna sotto l'ombra di un bel fior.
E le genti che passeranno o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao e le genti che passeranno mi diranno che bel fior.
E questo è il fiore del partigiano o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao e questo è il fiore del partigiano morto per la libertà".
Bella ciao al cinema e Tv "La casa di carta"
Il video di Bella ciao a La casa di carta
L'utilizzo di "Bella ciao" è stato spesso fonte di polemiche. Fra le ultime c'è quella dell'uso nella serie Tv "La casa di carta" quando "Il professore" Alvaro Morte a capo della banda di ladri la intona prima della rapina alla Banca di Spagna. Ma perché una canzone come "Bella ciao" è entrata in una produzione spagnola di respiro internazionale?
Gli autori hanno spiegato come si utilizzata come canto di Resistenza nei confronti del potere rappresentato dalla banche. Lo sceneggiatore Javier Gomez Santander in un'intervista a Repubblica ha spiegato che "la prima volta in cui ho cantato Bella ciao è stato all'Università. Gianluca, uno studente italiano in Erasmus, aveva una chitarra e la cantavamo tutti insieme.
Cantare Bella ciao era il punto più alto di tutte le feste. E da quel momento l'ho sempre usata per darmi coraggio". "Mi piace il significato di questa canzone, la lotta che porta con sé. Un giorno mi sono svegliato con il pensiero fisso della serie che mi tormentava e ho deciso di metterla su. Ho capito che Bella ciao e La Casa di carta condividevano l'anima. Ho gridato: siamo partigiani".

