Cronaca

Alta velocità Battipaglia-Romagnano, 83 milioni per gli interventi compensativi: la Cisl invoca un coordinamento unitario

Alessia Benincasa
Alta velocità Battipaglia-Romagnano, 83 milioni per gli interventi compensativi: la Cisl invoca un coordinamento unitario
Giuseppe Marchesano
Ammonta complessivamente a 83 milioni di euro lo stanziamento previsto per le opere compensative legate alla realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità Battipaglia-Romagnano. Le somme destinate ai sei centri interessati dal tracciato, da Eboli a Palomonte. Il sindacato: “Serve una strategia comune, non una serie di interventi scollegati, per valorizzare le zone interne”.

Alta velocità Battipaglia-Romagnano, 83 milioni per gli interventi compensativi: la Cisl invoca un coordinamento unitario

Ammonta complessivamente a 83 milioni di euro lo stanziamento previsto per le opere compensative legate alla realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità Battipaglia-Romagnano. La Cisl Salerno e la Filca Cisl sollecitano un utilizzo coordinato delle risorse, attraverso un piano condiviso in grado di mettere in collegamento la Piana del Sele con le zone interne del territorio provinciale. Nel dettaglio, 27,4 milioni sono destinati a Eboli, 17,3 milioni a Campagna, 15,7 milioni a Buccino, 13,9 milioni a Contursi Terme, 8,2 milioni a Sicignano degli Alburni e 500mila euro a Palomonte. Per Battipaglia, invece, è programmata la riqualificazione della stazione ferroviaria.

La nota

La segretaria generale della Cisl Salerno, Marilina Cortazzi, sottolinea la necessità di inserire i finanziamenti all’interno di un piano organico in grado di “mettere in comunicazione la Piana del Sele con le aree interne e creare un collegamento tra trasporti, servizi, sistema produttivo e occupazione”, così da rilanciare una porzione della provincia “che necessita di collegamenti più efficienti, servizi adeguati e nuove possibilità di sviluppo”. Una posizione condivisa anche dalla Filca Cisl.

“Gli interventi compensativi non possono ridursi a una serie di progetti autonomi e privi di coordinamento, ma devono tradursi in investimenti capaci di valorizzare gli effetti della grande infrastruttura, migliorando le dotazioni dei Comuni coinvolti, supportando il tessuto economico e favorendo l’arrivo di nuovi capitali e opportunità occupazionali”, afferma il segretario generale Giuseppe Marchesano.

“L’obiettivo deve essere quello di fare degli 83 milioni una vera e propria rete di interventi, in grado di generare benefici che vadano oltre i confini del singolo Comune, coordinando le risorse e consolidando il rapporto tra la Piana del Sele e le aree interne”, aggiunge.

“È proprio nel rapporto tra infrastrutture e occupazione che si gioca la partita: una grande opera può trasformarsi in uno strumento concreto di coesione territoriale quando contribuisce a colmare le differenze, consolidare le comunità e creare le condizioni necessarie affinché i cittadini possano continuare a risiedere e lavorare nei territori di appartenenza”.
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