La crisi che da mesi attraversa l’Amministrazione comunale di Battipaglia potrebbe arrivare presto al voto in Consiglio. La mozione di sfiducia nei confronti della sindaca Cecilia Francese è stata predisposta ed è già all’attenzione dei consiglieri di opposizione. Per i promotori, il rapporto politico con l’attuale maggioranza sarebbe ormai compromesso e la prossima settimana il documento dovrebbe essere trasmesso al presidente del Consiglio comunale. Lo riporta Battipaglia1929.
Battipaglia, pronta la mozione di sfiducia contro la sindaca Cecilia Francese: la crisi politica arriva al passaggio decisivo
A lavorare all’iniziativa è in particolare il consigliere di opposizione Gaetano Marino, sostenitore della necessità di interrompere anticipatamente l’esperienza amministrativa. L’obiettivo dichiarato è arrivare allo scioglimento del Consiglio prima della naturale conclusione del mandato, uno scenario che richiamerebbe quanto già avvenuto a Eboli con il successivo arrivo del commissario prefettizio.
Nel documento vengono contestate all’Amministrazione diverse scelte, tra cui quella che i promotori definiscono una gestione dispendiosa delle risorse pubbliche e le assunzioni effettuate nell’ultima fase del mandato, interpretate politicamente dall’opposizione come iniziative legate all’avvicinarsi delle elezioni.
Servono dieci firme per depositare la mozione
Per arrivare formalmente in aula, la mozione deve essere sottoscritta da almeno 10 consiglieri, corrispondenti ai due quinti dei 24 componenti assegnati al Consiglio comunale, senza conteggiare il sindaco.
La minoranza dispone attualmente di 12 consiglieri, circostanza che renderebbe possibile il raggiungimento della soglia necessaria. A complicare ulteriormente il quadro politico ci sono le tensioni registrate all’interno della maggioranza. Alcuni consiglieri avrebbero infatti scelto di valutare i provvedimenti di volta in volta, mentre in precedenti sedute non sono mancate assenze che hanno evidenziato le difficoltà numeriche dell’Amministrazione.
Dall’azzeramento della Giunta alle difficoltà in Consiglio
Nel documento viene richiamato anche quanto accaduto a gennaio 2026, quando la sindaca aveva proceduto a un azzeramento della Giunta. Una scelta che, secondo l’opposizione, non sarebbe riuscita a ricomporre le fratture politiche né a restituire stabilità all’azione amministrativa. Tra gli elementi contestati figurano inoltre la mancata approvazione di alcune variazioni di bilancio e le difficoltà legate alla gestione del personale.
La mozione richiama anche i cambiamenti intervenuti sul PIAO e la situazione della Polizia Municipale, rispetto alla quale viene denunciato un progressivo depauperamento dell’organico. Si tratta di punti che i promotori utilizzano per sostenere la tesi di una macchina amministrativa sempre più in difficoltà.
Decoro urbano, Tusciano e opere pubbliche tra i temi della sfiducia
Nel documento trovano spazio anche le criticità relative al decoro cittadino. Vengono richiamati i servizi realizzati lo scorso maggio da TG5, TG4 e Studio Aperto e, successivamente, le immagini diffuse sui social dall’inviato Vittorio Brumotti, che avevano mostrato situazioni di abbandono di rifiuti in diverse aree della città. L’opposizione inserisce inoltre tra le questioni irrisolte quelle ambientali legate al fiume Tusciano.
Sul fronte delle opere pubbliche vengono citati, tra gli altri, i lavori alle scuole Fiorentino, indicati come fermi dal 2018, lo stadio Sant’Anna ancora chiuso, il Mercato Coperto e le risorse relative al PIU Europa.
La prossima settimana il possibile deposito
Per i firmatari, «il rapporto fiduciario è definitivamente compromesso». La prossima settimana la mozione dovrebbe quindi essere consegnata al presidente del Consiglio comunale, chiamato successivamente a convocare una seduta straordinaria dell’assise.
Se il documento arriverà in aula, i consiglieri saranno chiamati a esprimersi con voto nominale sulla permanenza in carica della sindaca Cecilia Francese e della sua Amministrazione. La crisi politica di Battipaglia entra così nella sua fase più delicata, con la prospettiva concreta che il confronto interno al Consiglio possa trasformarsi in un voto sul futuro stesso della consiliatura.

