Urne aperte oggi per la seconda giornata di votazioni nelle città chiamate al ballottaggio. Oggi si vota dalle 7 alle 15. Ma la disaffezione elettorale cresce. Tanto che stavolta si rischia l'astensionismo più alto di sempre. I ballottaggi per le amministrative che coinvolgono ieri e oggi 65 Comuni, tra cui 10 città capoluogo a cominciare da Roma, Torino e Trieste e complessivamente 5 milioni di elettori, hanno un primo vincitore: è il partito del non-voto. Alle 23 di ieri il dato generale di affluenza è del 33,32%, in calo di cinque punti rispetto a quello già basso del 39,86 del primo turno. Le sfide chiave di Roma e Torino poi, fotografano un crollo.
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Nella Capitale il dato alle 23 è addirittura inferiore a quello nazionale: solo il 30,87% degli elettori romani sono andati alle urne, contro il 36,82% del primo round. Nello spareggio capitolino tra Enrico Michetti, il candidato del centrodestra voluto soprattutto da Giorgia Meloni e da Fratelli d'Italia, e l'ex ministro dell'Economia, il dem Roberto Gualtieri, è evidente che il tesoretto grillino di Virginia Raggi, la sindaca ricandidata e sconfitta, è rimasto del tutto congelato.
A Torino alle 23 ha votato il 32,61% degli elettori, quattro punti in meno del primo turno, quando alla stessa ora era andato al seggio il 36,50%, dei torinesi. E l'altro dato rilevante di Torino è che cala di 3 punti l'affluenza in centro ma addirittura è meno 5 punti nella periferia nord dove il centrodestra puntava di strappare consensi. Paolo Damilano, la carta civica che Matteo Salvini dà per vincente, non ha sfondato al primo turno e insegue il dem Stefano Lo Russo. Partecipazione bassa anche a Trieste (31%), la città attraversata dalle proteste No Green Pass dei portuali, dove Francesco Russo del Pd punta alla missione difficile di superare il tre volte sindaco della destra Roberto Dipiazza.

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