Il prezzo dei carburanti in Italia continuano a salire a causa del petrolio che arriva vicino a 120 dollari al barile: nuovi aumenti per benzina e diesel.
L’aumento non ha risparmiato nemmeno il greggio WTI statunitense, che lunedì mattina ha superato i 100 dollari al barile, registrando un rincaro superiore al 50% rispetto ai livelli pre-conflitto. Queste oscillazioni dei prezzi hanno un impatto significativo sulle economie mondiali e sul portafoglio dei consumatori, a causa dell’aumento generalizzato dei costi del carburante.
Tuttavia, la situazione rischia di peggiorare ulteriormente. Il prossimo 7 aprile scadrà il taglio delle accise introdotto dal governo. Se la misura non verrà prorogata, si prevede un balzo significativo dei prezzi: il gasolio potrebbe superare i 2,3 €/litro lungo la rete ordinaria e la benzina sfiorare i 2 €. Uno scenario che potrebbe avere un impatto devastante sui bilanci delle famiglie italiane e sull’intero sistema economico del Paese.
Petrolio vicino a 120 dollari al barile, scattano nuovi aumenti per benzina e diesel in Italia
Il prezzo dei carburanti in Italia continua a salire, influenzato dall'incremento delle quotazioni del petrolio sui mercati globali. La recente escalation della tensione dovuta alla guerra con l'Iran ha determinato un'impennata dei costi di benzina e diesel su tutto il territorio nazionale, aggravando ulteriormente il fenomeno del caro-carburanti.Petrolio Brent verso i 120 dollari al barile
Lunedì, all'inizio della quinta settimana di contrattazioni dall’inizio del conflitto con l’Iran, il prezzo del petrolio ha subito una nuova impennata. Un barile di Brent del Mare del Nord, con consegna a maggio, è arrivato a sfiorare i 117 dollari, segnando un incremento del 4% rispetto alla chiusura precedente. Nelle prime ore del mattino, il prezzo si attestava a 115,55 dollari al barile, in aumento del 2,7% rispetto alla scorsa settimana. Da quando è iniziata la crisi, il Brent ha registrato un rialzo vicino al 60%.L’aumento non ha risparmiato nemmeno il greggio WTI statunitense, che lunedì mattina ha superato i 100 dollari al barile, registrando un rincaro superiore al 50% rispetto ai livelli pre-conflitto. Queste oscillazioni dei prezzi hanno un impatto significativo sulle economie mondiali e sul portafoglio dei consumatori, a causa dell’aumento generalizzato dei costi del carburante.
Aggiornamenti sui prezzi di benzina e diesel
L'ultima rilevazione di Staffetta Quotidiana segnala che le principali compagnie stanno gradualmente adeguando i prezzi raccomandati. Dopo un ribasso temporaneo registrato nelle settimane precedenti, i listini di marchi come IP e Q8 mostrano nuovi aumenti: rispettivamente +1 centesimo al litro sul gasolio e +2 centesimi su benzina e +5 sul diesel per Tamoil. Queste le medie rilevate ieri mattina su circa 20.000 distributori in Italia:- Benzina self-service: 1,747 €/litro (+3 millesimi)
- Diesel self-service: 2,055 €/litro (+13 millesimi)
- Benzina servito: 1,883 €/litro (+2 centesimi)
- Diesel servito: 2,187 €/litro (+12 centesimi)
- GPL servito: 0,662 €/litro (-1 millesimo)
- Metano servito: 1,550 €/kg (+4 millesimi)
- GNL a 1,251 €/kg (+2 millesimi)
Scadenza del taglio delle accise: rischio nuovi rincari
Secondo il Codacons, il gasolio ha raggiunto un prezzo medio nazionale di 2,059 €/litro, con picchi a Bolzano (2,094 €/litro), Trento (2,076 €/litro) e Valle d’Aosta (2,075 €/litro). Per quanto riguarda la benzina, la Regione Basilicata registra i livelli più alti con 1,779 €/litro, seguita da Bolzano (1,775 €/litro) e Sicilia (1,769 €/litro).Tuttavia, la situazione rischia di peggiorare ulteriormente. Il prossimo 7 aprile scadrà il taglio delle accise introdotto dal governo. Se la misura non verrà prorogata, si prevede un balzo significativo dei prezzi: il gasolio potrebbe superare i 2,3 €/litro lungo la rete ordinaria e la benzina sfiorare i 2 €. Uno scenario che potrebbe avere un impatto devastante sui bilanci delle famiglie italiane e sull’intero sistema economico del Paese.

