Lo stadio Arechi è ormai scivolato fuori dal perimetro del calcio per trasformarsi nel terreno di scontro della politica locale. A Salerno, toccare il tasto della Salernitana è un azzardo che non perdona: chiunque provi a cavalcare il sentimento della tifoseria o a gestire la questione infrastrutturale finisce inevitabilmente nel mirino della Curva Sud Siberiano, che non ha tardato a far sentire la propria voce attraverso striscioni di aperta contestazione come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
I lavori, partiti con le demolizioni della Curva Nord, hanno subito una brusca frenata non solo per intoppi tecnici legati ai sottoservizi, ma soprattutto per la natura delle coperture economiche, ritenute inadeguate o collocate nel capitolo di spesa sbagliato. Un errore che, secondo i critici, rischierebbe di costare alle casse pubbliche cifre esorbitanti in penali qualora il cantiere fosse costretto a fermarsi.
Il clima si è surriscaldato ulteriormente dopo le dichiarazioni di Armando Zambrano, che ha definito l'intera vicenda una "telenovela" alimentata da ingerenze politiche. Secondo il candidato, la fretta di annunciare grandi opere a ridosso del voto avrebbe portato a leggerezze amministrative imperdonabili e a errori di programmazione macroscopici.
Non è da meno il fronte del "campo largo" con Franco Massimo Lanocita, il quale punta il dito contro la gestione comunale, invocando una visione privatistica che permetta alla struttura di essere attiva sette giorni su sette, pur rimandando il confronto nel merito a dopo le elezioni per evitare ulteriori strumentalizzazioni.
Nonostante i proclami di voler tenere il calcio lontano dai comizi, la realtà racconta un'altra storia. La presenza di figure storiche della tifoseria organizzata e dei club nelle fila dei vari schieramenti dimostra quanto il cordone ombelicale tra lo stadio e il palazzo di città sia difficile da recidere. Mentre il governatore Roberto Fico assicura che la soluzione è vicina, i sostenitori granata restano a guardare con diffidenza una partita che, al momento, si gioca solo a colpi di comunicati e interrogazioni regionali.
Arechi, lo stadio diventa un ring elettorale
Il progetto di restyling, che avrebbe dovuto rivoluzionare l'Arechi e le strutture limitrofe come il Volpe e il PalaTulimieri, è attualmente impantanato in una palude burocratica e finanziaria. Se da un lato l'amministrazione uscente guidata da Vincenzo De Luca rassicura sul completamento dell'iter e sullo spostamento dei 150 milioni di euro dai fondi Fesr a quelli di Coesione, dall'altro l'opposizione grida allo scandalo.I lavori, partiti con le demolizioni della Curva Nord, hanno subito una brusca frenata non solo per intoppi tecnici legati ai sottoservizi, ma soprattutto per la natura delle coperture economiche, ritenute inadeguate o collocate nel capitolo di spesa sbagliato. Un errore che, secondo i critici, rischierebbe di costare alle casse pubbliche cifre esorbitanti in penali qualora il cantiere fosse costretto a fermarsi.
Il clima si è surriscaldato ulteriormente dopo le dichiarazioni di Armando Zambrano, che ha definito l'intera vicenda una "telenovela" alimentata da ingerenze politiche. Secondo il candidato, la fretta di annunciare grandi opere a ridosso del voto avrebbe portato a leggerezze amministrative imperdonabili e a errori di programmazione macroscopici.
Non è da meno il fronte del "campo largo" con Franco Massimo Lanocita, il quale punta il dito contro la gestione comunale, invocando una visione privatistica che permetta alla struttura di essere attiva sette giorni su sette, pur rimandando il confronto nel merito a dopo le elezioni per evitare ulteriori strumentalizzazioni.
Nonostante i proclami di voler tenere il calcio lontano dai comizi, la realtà racconta un'altra storia. La presenza di figure storiche della tifoseria organizzata e dei club nelle fila dei vari schieramenti dimostra quanto il cordone ombelicale tra lo stadio e il palazzo di città sia difficile da recidere. Mentre il governatore Roberto Fico assicura che la soluzione è vicina, i sostenitori granata restano a guardare con diffidenza una partita che, al momento, si gioca solo a colpi di comunicati e interrogazioni regionali.

