L’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona si avvia a diventare un modello di gestione istituzionale. A margine di un incontro a Napoli, il presidente della Regione Roberto Fico ha illustrato la strategia per individuare la nuova guida del presidio salernitano, puntando su un organo di selezione di altissimo profilo tecnico e giuridico.
Oltre al nodo della direzione generale, il presidente ha affrontato la delicata questione della carenza di personale medico, che sta mettendo a dura prova i pronto soccorso del territorio. Fico ha annunciato un piano d'intervento strutturato per potenziare la rete di emergenza-urgenza, attraverso l'indizione di nuovi concorsi pubblici e la definizione di schemi contrattuali inediti.
Queste misure puntano a rendere più attrattivi i presidi sanitari, con una particolare attenzione alle strutture situate nelle aree più periferiche, spesso penalizzate dalla fuga dei camici bianchi. La sfida è quella di coniugare un’amministrazione d’eccellenza ai vertici con un rafforzamento concreto dei servizi di prima assistenza per i cittadini.
Svolta al Ruggi: una super commissione per il nuovo manager
Per garantire la massima imparzialità e rigore nella scelta, la presidenza della commissione esaminatrice è stata affidata a un magistrato a riposo della Corte di Cassazione. Il team di esperti incaricato di valutare i 43 candidati in lizza comprende anche un esponente di rilievo dell'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) e un docente ordinario di diritto dell’Università del Sannio. L'obiettivo dichiarato dalla giunta regionale è quello di blindare la procedura, rendendola un esempio di trasparenza amministrativa.Oltre al nodo della direzione generale, il presidente ha affrontato la delicata questione della carenza di personale medico, che sta mettendo a dura prova i pronto soccorso del territorio. Fico ha annunciato un piano d'intervento strutturato per potenziare la rete di emergenza-urgenza, attraverso l'indizione di nuovi concorsi pubblici e la definizione di schemi contrattuali inediti.
Queste misure puntano a rendere più attrattivi i presidi sanitari, con una particolare attenzione alle strutture situate nelle aree più periferiche, spesso penalizzate dalla fuga dei camici bianchi. La sfida è quella di coniugare un’amministrazione d’eccellenza ai vertici con un rafforzamento concreto dei servizi di prima assistenza per i cittadini.

