I risultati dell'ultima campagna di controlli dei Carabinieri del NAS, condotta tra febbraio e marzo 2026, rivelano una realtà allarmante per la sanità italiana: su 558 mense ispezionate all'interno di strutture ospedaliere, ben 238 sono risultate non a norma.
Il tasso di irregolarità sfiora il 43%, un dato che descrive un'emergenza igienico-sanitaria diffusa lungo tutta la Penisola, con episodi gravi che spaziano dalle infestazioni di insetti a Napoli e Brescia alle contaminazioni microbiologiche rilevate a Salerno, fino al sequestro di cibo avariato a Catania.
La radice del problema, secondo la UGL, risiede in una gestione miope dei bilanci che privilegia il risparmio sulla qualità. Giuliano ha puntato il dito contro le stazioni appaltanti, chiedendo la fine delle operazioni al ribasso nei bandi di gara per i servizi di ristorazione. Risparmiare sulle materie prime e sui protocolli HACCP significa, di fatto, tagliare sulla salute di chi cura e di chi viene curato. Il sindacato ha annunciato una vigilanza stretta sulle direzioni generali affinché la logica del profitto non prevalga più sulla responsabilità etica verso i lavoratori e i cittadini
Il tasso di irregolarità sfiora il 43%, un dato che descrive un'emergenza igienico-sanitaria diffusa lungo tutta la Penisola, con episodi gravi che spaziano dalle infestazioni di insetti a Napoli e Brescia alle contaminazioni microbiologiche rilevate a Salerno, fino al sequestro di cibo avariato a Catania.
Allarme mense ospedaliere: il NAS ne chiude 4 su 10, UGL attacca le gare al ribasso
Il Segretario Nazionale della UGL Salute, Gianluca Giuliano, ha espresso una dura condanna, definendo la situazione intollerabile e offensiva per la dignità dei pazienti. Secondo il sindacato, la sicurezza alimentare non può essere trattata come un elemento accessorio del percorso di cura, specialmente quando coinvolge soggetti vulnerabili. Il problema, tuttavia, non riguarda solo i degenti: migliaia di medici e infermieri usufruiscono quotidianamente di questi pasti durante turni massacranti e non dovrebbero essere esposti a rischi sanitari proprio nei luoghi deputati alla salute e al recupero delle energie.La radice del problema, secondo la UGL, risiede in una gestione miope dei bilanci che privilegia il risparmio sulla qualità. Giuliano ha puntato il dito contro le stazioni appaltanti, chiedendo la fine delle operazioni al ribasso nei bandi di gara per i servizi di ristorazione. Risparmiare sulle materie prime e sui protocolli HACCP significa, di fatto, tagliare sulla salute di chi cura e di chi viene curato. Il sindacato ha annunciato una vigilanza stretta sulle direzioni generali affinché la logica del profitto non prevalga più sulla responsabilità etica verso i lavoratori e i cittadini

