È una mobilitazione ampia e trasversale quella che nelle ultime settimane coinvolge studenti, famiglie, docenti e personale scolastico dell’Istituto S. Caterina/Amendola di Salerno, preoccupati per il futuro della scuola alla luce del nuovo piano di dimensionamento scolastico.
Il provvedimento, così come attualmente delineato, prevede la chiusura definitiva dell’istituto e il trasferimento dei diversi indirizzi di studio presso altre strutture cittadine, determinando di fatto lo smembramento dell’offerta formativa.
Salerno: mobilitazione per salvare l’Istituto S. Caterina/Amendola
Secondo la comunità scolastica,
la misura comporterebbe la perdita di un presidio educativo storico per la zona orientale della città, con ricadute non solo sul piano didattico, ma anche su quello sociale e territoriale. L’istituto, infatti, rappresenta da anni un punto di riferimento per centinaia di studenti, contribuendo alla formazione di generazioni di giovani e al tessuto educativo del quartiere.
Negli ultimi anni, l’Istituto S. Caterina/Amendola è stato interessato da un significativo processo di ammodernamento, reso possibile grazie ai finanziamenti dei programmi PNRR e PON. Le risorse hanno consentito la realizzazione di numerosi laboratori specialistici, tra cui cucine professionali per l’indirizzo enogastronomico, laboratori di chimica, fisica e microbiologia, oltre a spazi dedicati all’informatica, al marketing, alla ceramica e al turismo. Strutture tecnologicamente avanzate che hanno comportato investimenti rilevanti e che, secondo quanto segnalato dai promotori della protesta, risulterebbero difficilmente trasferibili senza una dispersione di risorse economiche e competenze professionali.
La chiusura dell’istituto avrebbe inoltre un
impatto diretto sull’organizzazione della vita scolastica degli studenti, che sarebbero costretti a spostarsi in altre zone della città per proseguire il proprio percorso di studi. Una situazione che potrebbe incidere sui tempi di percorrenza, sulla frequenza scolastica e sul legame tra la scuola e il territorio di riferimento. Al tempo stesso, vi è il timore che gli spazi e i laboratori realizzati restino sottoutilizzati o inutilizzati, con una perdita complessiva di valore per l’intera comunità.
Accanto alla protesta, studenti e famiglie avanzano anche una proposta alternativa al piano di dimensionamento. La richiesta rivolta a Provincia e Regione è quella
di valutare un accorpamento funzionale con l’Istituto Nautico “Giovanni XXIII”, dando vita a un Polo del Turismo Itinerante e del Mare. L’ipotesi progettuale prevede la creazione di una Academy del Mare e dell’Ospitalità, capace di integrare competenze legate al turismo, alla nautica e ai servizi collegati all’economia del mare.
Secondo i promotori dell’iniziativa, una simile soluzione consentirebbe di valorizzare le infrastrutture esistenti, salvaguardare l’identità dell’istituto e offrire agli studenti opportunità formative coerenti con le richieste del mercato del lavoro, in particolare nei settori delle crociere, del turismo di qualità e della portualità.
La mobilitazione prosegue anche attraverso una petizione online, con l’obiettivo di sollecitare una revisione delle scelte previste dal piano di dimensionamento e aprire un confronto istituzionale sul futuro dell’Istituto S. Caterina/Amendola.