La vertenza per la riapertura del presidio di emergenza-urgenza all'ospedale di Agropoli sfocia in una durissima battaglia giudiziaria, alimentata dalla rabbia e dalla frustrazione dei residenti come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
All'interno dell'aula consiliare "Di Filippo", il Comitato Obiettivo Ospedale ha rotto gli indugi annunciando il deposito formale di un esposto alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania per l'ipotesi di reato di omissione di atti d'ufficio, una mossa drastica per squarciare il velo di indifferenza che da anni avvolge la sanità cilentana.
Unico rappresentante istituzionale presente al dibattito è stato il consigliere comunale Raffaele Pesce, che ha ascoltato lo sfogo dei residenti terrorizzati dalla carenza di tutele sanitarie in un territorio che, soprattutto nei mesi estivi, quadruplica le proprie presenze.
Gli attivisti non hanno risparmiato critiche nemmeno alla stessa cittadinanza di Agropoli: una comunità di oltre ventimila residenti che, secondo i promotori della mobilitazione, dovrebbe dimostrare maggiore partecipazione e scendere in massa per difendere il diritto alla vita, anziché delegare lo scontro a pochi volontari.
All'interno dell'aula consiliare "Di Filippo", il Comitato Obiettivo Ospedale ha rotto gli indugi annunciando il deposito formale di un esposto alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania per l'ipotesi di reato di omissione di atti d'ufficio, una mossa drastica per squarciare il velo di indifferenza che da anni avvolge la sanità cilentana.
Agropoli, la rivolta per il pronto soccorso si sposta in Procura
La denuncia rappresenta un atto di rottura contro una classe dirigente locale accusata di totale assenteismo. La presidente del sodalizio, Lucia Grambone, affiancata dal delegato Mario Capo, ha espresso parole di fuoco contro l'isolamento istituzionale in cui è stato lasciato il presidio fisso, attivo giorno e notte davanti ai cancelli del nosocomio. Al tavolo dei relatori, che ha incassato il sostegno tecnico dell'avvocato Antonello Scuderi e il contributo di Giovanni Miglino, esponente arrivato dalla vicina Capaccio Paestum, è emerso lo sconcerto per l'assenza dei sindaci del comprensorio, invitati a metterci la faccia e a condividere fisicamente i disagi della protesta di piazza.Unico rappresentante istituzionale presente al dibattito è stato il consigliere comunale Raffaele Pesce, che ha ascoltato lo sfogo dei residenti terrorizzati dalla carenza di tutele sanitarie in un territorio che, soprattutto nei mesi estivi, quadruplica le proprie presenze.
Gli attivisti non hanno risparmiato critiche nemmeno alla stessa cittadinanza di Agropoli: una comunità di oltre ventimila residenti che, secondo i promotori della mobilitazione, dovrebbe dimostrare maggiore partecipazione e scendere in massa per difendere il diritto alla vita, anziché delegare lo scontro a pochi volontari.

