Nel comune di Agropoli la vertenza per la sanità locale incassa un sostegno istituzionale di peso che sposta gli equilibri della protesta. Monsignor Vincenzo Calvosa, alla guida della Diocesi di Vallo della Lucania, ha raggiunto personalmente il presidio permanente allestito davanti all'ingresso della struttura sanitaria cittadina come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Una visita non solo simbolica, arrivata dopo i primi segnali di supporto dei sacerdoti locali, che trasforma la mobilitazione civile per il ripristino dell'assistenza d'urgenza in un vero e proprio imperativo morale per l'intera comunità.
Nel frattempo, la protesta guidata dal comitato "Obiettivo Ospedale" mantiene intatti i suoi tratti più duri, simboleggiati da una finta bara posizionata all'esterno del nosocomio agropolese, ormai ricolma dei certificati elettorali riconsegnati dai votanti per denunciare l'immobilità delle istituzioni politiche.
Sul tavolo dei manifestanti c'è già la prossima mossa formale: un vertice con i sindaci del distretto sanitario per presentare e condividere un dettagliato esposto-denuncia. Il documento, volto a fare chiarezza sui tagli ai servizi essenziali sul territorio, verrà depositato nei prossimi giorni presso gli uffici della Procura della Repubblica.
Una visita non solo simbolica, arrivata dopo i primi segnali di supporto dei sacerdoti locali, che trasforma la mobilitazione civile per il ripristino dell'assistenza d'urgenza in un vero e proprio imperativo morale per l'intera comunità.
Agropoli, benedizione al presidio per riaprire il pronto soccorso
Il capo della Chiesa cilentana si è intrattenuto nel gazebo dei manifestanti, coordinati dalla portavoce Lucia Grambone, legittimando una lotta che va avanti ininterrottamente da due settimane. Il presule, prima di impartire la sua benedizione, ha definito la battaglia per la riattivazione del presidio di emergenza ad Agropoli come un tassello fondamentale per la dignità umana, esortando i fedeli a non voltarsi dall'altra parte di fronte a un'iniziativa che tutela il diritto alla vita di tutti i residenti del comprensorio.Nel frattempo, la protesta guidata dal comitato "Obiettivo Ospedale" mantiene intatti i suoi tratti più duri, simboleggiati da una finta bara posizionata all'esterno del nosocomio agropolese, ormai ricolma dei certificati elettorali riconsegnati dai votanti per denunciare l'immobilità delle istituzioni politiche.
Sul tavolo dei manifestanti c'è già la prossima mossa formale: un vertice con i sindaci del distretto sanitario per presentare e condividere un dettagliato esposto-denuncia. Il documento, volto a fare chiarezza sui tagli ai servizi essenziali sul territorio, verrà depositato nei prossimi giorni presso gli uffici della Procura della Repubblica.

