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Decreto Bollette, accordo preliminare con l’Ue: il meccanismo per contenere il prezzo del gas e l’esclusione dei costi Ets

Alessia Benincasa
Decreto Bollette, accordo preliminare con l’Ue: il meccanismo per contenere il prezzo del gas e l’esclusione dei costi Ets
Arriva l'accordo preliminare tra l'Italia e l'Unione Europea sul Decreto Bollette: l'obiettivo è quello di contenere il prezzo del gas e l'esclusione dei costi Ets.

Decreto Bollette, accordo preliminare con l’Ue: il meccanismo per contenere il prezzo del gas e l’esclusione dei costi Ets

Dopo un lungo confronto, il governo italiano e la Commissione europea hanno trovato una prima convergenza sulle misure per ridurre il costo dell’energia elettrica. Restano esclusi i rimborsi relativi alle emissioni di CO₂. Il ministro Gilberto Pichetto Fratin annuncia l’invio a breve di una nuova versione del provvedimento.

Dopo mesi di negoziati, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni e Bruxelles hanno raggiunto un’intesa iniziale sul decreto Bollette. Per ottenere l’approvazione definitiva, tuttavia, l’Italia dovrà trasmettere alla Commissione europea una versione aggiornata degli interventi previsti per contenere il prezzo dell’elettricità. Il documento sarà sottoposto alla valutazione prevista per le misure che riguardano gli aiuti di Stato.

Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha definito l’accordo «un primo passo importante», annunciando che «a breve notificheremo alla Commissione Ue un nuovo testo della norma», in linea con il quadro temporaneo di sostegno predisposto per affrontare la crisi in Medio Oriente, denominato Metsaf.

Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso soddisfazione per l’esito del confronto, definendolo «una trattativa lunga, ma costruttiva, che ha portato a un risultato importante». La premier si è detta «molto contenta» dell’intesa, che potrebbe consentire all’Italia di adottare una soluzione paragonabile alla cosiddetta «eccezione iberica», concessa nel 2022 a Spagna e Portogallo per contenere l’impatto del prezzo del gas sulle tariffe elettriche.

Come si forma il prezzo dell’elettricità e quale ruolo avrebbe il tetto al gas

Per comprendere il funzionamento delle misure bisogna partire dai criteri con cui viene stabilito il prezzo dell’energia elettrica. In Italia la produzione avviene sia attraverso fonti rinnovabili, come il sole, il vento e l’acqua, sia utilizzando il gas naturale.

Nel mercato all’ingrosso, il prezzo è spesso determinato dall’impianto più costoso necessario a soddisfare la domanda di energia, generalmente una centrale alimentata a gas. Quando le produzioni eolica e fotovoltaica non sono sufficienti a coprire il fabbisogno, può essere necessario ricorrere a impianti a gas, caratterizzati da costi maggiori. In questi casi, il prezzo viene stabilito sulla base dei costi dell’ultima centrale necessaria e riconosciuto anche agli altri produttori.

Di conseguenza, un aumento del prezzo del gas può far crescere il costo dell’elettricità nel suo complesso, coinvolgendo anche quella generata da fonti rinnovabili. Per limitare questo effetto, tra le soluzioni discusse dal governo figura l’introduzione di un limite convenzionale al prezzo del gas impiegato nelle centrali elettriche. Il meccanismo prevederebbe inoltre compensazioni finanziate con risorse pubbliche, attraverso modalità ancora da stabilire, per coprire la differenza tra il tetto stabilito e il costo reale del combustibile.

In questo modo sarebbe possibile ridurre il prezzo dell’elettricità sul mercato all’ingrosso, compresa quella proveniente dalle fonti rinnovabili. Le caratteristiche precise dell’intervento, però, non sono state ancora definite in via definitiva e dovranno essere verificate sulla base del nuovo testo del decreto.

Sarà necessario, infatti, rispettare la normativa europea in materia di concorrenza, evitando che gli impianti beneficiari dei contributi ricevano vantaggi ingiustificati rispetto agli operatori attivi negli altri Paesi dell’Unione.

Perché i costi dell’Ets non rientrano nell’accordo

L’intesa non comprende invece il rimborso delle spese legate all’Emission Trading System (Ets), il sistema europeo che impone agli impianti di produzione elettrica di sostenere un costo per le emissioni di anidride carbonica.

Anche questo onere incide sul prezzo finale dell’elettricità, ma la Commissione europea ha precisato che gli eventuali aiuti potranno compensare soltanto gli aumenti del gas, senza includere quelli relativi alle emissioni.

L’obiettivo di Bruxelles è impedire che i rimborsi eliminino l’effetto economico del costo della CO₂. Tale meccanismo è stato introdotto proprio per scoraggiare il ricorso ai combustibili fossili e favorire il passaggio alle fonti rinnovabili.

La Commissione ha inoltre stabilito che le compensazioni dovranno avere carattere temporaneo, essere finanziate esclusivamente dai consumatori che ne trarranno beneficio e tradursi integralmente in una diminuzione dei prezzi applicati agli utenti finali.

Restano da definire costi e benefici per le bollette

Per conoscere gli effetti concreti dell’accordo bisognerà attendere la versione definitiva del decreto che il governo italiano presenterà a Bruxelles. Restano da chiarire l’entità delle risorse necessarie per finanziare le compensazioni e la misura in cui il sistema, una volta autorizzato, riuscirà a ridurre effettivamente le bollette.

«Sono molto contenta dell’accordo Ue, le abbasserà», ha assicurato Giorgia Meloni. L’intesa sul piano politico è stata raggiunta, ma per rendere operativo il meccanismo è ancora necessario ottenere il via libera definitivo delle autorità europee.

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