Protesta dei camionisti contro il caro carburante, bloccata l’uscita dell’A2 a Eboli: il Mezzogiorno rischia lo stop

Dal primo pomeriggio, per ragioni di sicurezza, la Sottosezione della Polizia Stradale di Eboli, diretta dall’ispettore Cosimo Di Cicco, ha disposto la chiusura dell’uscita autostradale a causa della protesta dei camionisti contro il caro carburante. Lo riporta OndaNews.
Dal primo pomeriggio, per ragioni di sicurezza, la Sottosezione della Polizia Stradale di Eboli, diretta dall’ispettore Cosimo Di Cicco, ha disposto la chiusura dell’uscita autostradale. La decisione mira a proteggere gli automobilisti in un punto già interessato in passato da gravi incidenti. Si registrano rallentamenti alla circolazione tra Battipaglia e Campagna.
In tutto il Mezzogiorno sono centinaia i camionisti impegnati in presidi e interruzioni spontanee nei pressi dei caselli e sulle principali strade statali. Alla protesta partecipano anche gli agricoltori, intervenuti con i propri trattori. Gli operatori del settore denunciano spese ormai difficili da sostenere, aggravate dall’incremento del prezzo del gasolio, che mette in difficoltà soprattutto le piccole e medie aziende di trasporto. Tra le richieste avanzate figurano la riduzione delle accise sui carburanti e interventi sul costo dei pedaggi autostradali.
Le conseguenze della mobilitazione si fanno sentire anche nella distribuzione dei rifornimenti e dei prodotti alimentari. Le consegne di carburante a numerose stazioni di servizio procedono con difficoltà e alcuni distributori rischiano di esaurire le scorte. In Val d’Agri e nel Vallo di Diano si segnalano lunghe code per fare rifornimento, mentre in diversi impianti il gasolio risultava già esaurito nella giornata di ieri e anche durante la mattinata odierna.
Le associazioni dei consumatori esprimono preoccupazione per possibili carenze nei supermercati nei prossimi giorni, con il rischio che sugli scaffali manchino alcuni prodotti essenziali. I sindacati, intanto, chiedono al Governo di intervenire per evitare che la protesta si trasformi in uno sciopero generale su scala nazionale.
A suscitare discussioni è anche la posizione espressa dal ministro delle Politiche agricole Francesco Lollobrigida. Il ministro ha dichiarato che manifestare è un diritto legittimo e meritevole di rispetto, ma ha sottolineato che impedire la distribuzione delle merci attraverso il blocco delle strade costituisce un reato.
Lollobrigida ha inoltre definito grave e inaccettabile il rischio che milioni di cittadini trovino negozi senza prodotti o siano costretti a pagare prezzi più elevati, con ulteriori difficoltà per le famiglie. Da qui l’appello a garantire la libera circolazione e la regolarità dei rifornimenti.
Il ministro ha infine evidenziato che il blocco dei camion, anche contro la volontà degli stessi conducenti, potrebbe rendere inutilizzabili numerose merci trasportate, provocando perdite economiche per imprese, lavoratori e consumatori. Ha quindi ribadito che la difesa delle proprie rivendicazioni non può giustificare la violazione delle norme né arrecare danni agli altri cittadini.
Protesta dei camionisti contro il caro carburante, bloccata l’uscita dell’A2 a Eboli: il Mezzogiorno rischia lo stop
La mobilitazione degli autotrasportatori, iniziata a mezzanotte, coinvolge anche l’autostrada A2 del Mediterraneo, nel territorio di Eboli, e sta paralizzando numerose aree del Sud Italia. Alla base dello sciopero ci sono i rincari del carburante e delle spese necessarie per svolgere l’attività di trasporto. La protesta ha determinato la chiusura dello svincolo autostradale e si aggiunge alle iniziative già in corso tra Nola e Caserta, lungo la tratta Nocera-Pagani e in Calabria, Puglia, Basilicata e Sicilia, dove le manifestazioni erano cominciate in precedenza.Dal primo pomeriggio, per ragioni di sicurezza, la Sottosezione della Polizia Stradale di Eboli, diretta dall’ispettore Cosimo Di Cicco, ha disposto la chiusura dell’uscita autostradale. La decisione mira a proteggere gli automobilisti in un punto già interessato in passato da gravi incidenti. Si registrano rallentamenti alla circolazione tra Battipaglia e Campagna.
In tutto il Mezzogiorno sono centinaia i camionisti impegnati in presidi e interruzioni spontanee nei pressi dei caselli e sulle principali strade statali. Alla protesta partecipano anche gli agricoltori, intervenuti con i propri trattori. Gli operatori del settore denunciano spese ormai difficili da sostenere, aggravate dall’incremento del prezzo del gasolio, che mette in difficoltà soprattutto le piccole e medie aziende di trasporto. Tra le richieste avanzate figurano la riduzione delle accise sui carburanti e interventi sul costo dei pedaggi autostradali.
Le conseguenze della mobilitazione si fanno sentire anche nella distribuzione dei rifornimenti e dei prodotti alimentari. Le consegne di carburante a numerose stazioni di servizio procedono con difficoltà e alcuni distributori rischiano di esaurire le scorte. In Val d’Agri e nel Vallo di Diano si segnalano lunghe code per fare rifornimento, mentre in diversi impianti il gasolio risultava già esaurito nella giornata di ieri e anche durante la mattinata odierna.
Le associazioni dei consumatori esprimono preoccupazione per possibili carenze nei supermercati nei prossimi giorni, con il rischio che sugli scaffali manchino alcuni prodotti essenziali. I sindacati, intanto, chiedono al Governo di intervenire per evitare che la protesta si trasformi in uno sciopero generale su scala nazionale.
A suscitare discussioni è anche la posizione espressa dal ministro delle Politiche agricole Francesco Lollobrigida. Il ministro ha dichiarato che manifestare è un diritto legittimo e meritevole di rispetto, ma ha sottolineato che impedire la distribuzione delle merci attraverso il blocco delle strade costituisce un reato.
Lollobrigida ha inoltre definito grave e inaccettabile il rischio che milioni di cittadini trovino negozi senza prodotti o siano costretti a pagare prezzi più elevati, con ulteriori difficoltà per le famiglie. Da qui l’appello a garantire la libera circolazione e la regolarità dei rifornimenti.
Il ministro ha infine evidenziato che il blocco dei camion, anche contro la volontà degli stessi conducenti, potrebbe rendere inutilizzabili numerose merci trasportate, provocando perdite economiche per imprese, lavoratori e consumatori. Ha quindi ribadito che la difesa delle proprie rivendicazioni non può giustificare la violazione delle norme né arrecare danni agli altri cittadini.




