Manovra 2027, ai magistrati fino a 100mila euro tra arretrati e incrementi salariali

Con la Legge di Bilancio 2027, circa 11mila magistrati italiani potrebbero ricevere somme vicine ai 100mila euro ciascuno, considerando gli arretrati e gli aumenti retributivi.
Le sentenze hanno riguardato in una prima fase gli aggiornamenti salariali del periodo 2018-2020, producendo effetti anche sulle revisioni riferite al triennio 2021-2023. Spetta quindi all'esecutivo dare seguito alle pronunce della giustizia amministrativa, predisponendo le necessarie coperture attraverso appositi decreti.
Manovra 2027, ai magistrati fino a 100mila euro tra arretrati e incrementi salariali
Con la Legge di Bilancio 2027, circa 11mila magistrati italiani potrebbero ricevere somme vicine ai 100mila euro ciascuno, considerando gli arretrati e gli aumenti retributivi. La misura deriva dalla necessità di applicare alcune pronunce del Consiglio di Stato e comporterebbe un impegno economico complessivo di 970 milioni di euro. Le risorse servirebbero a coprire sia le somme pregresse sia i nuovi adeguamenti degli stipendi, come riferisce Il Sole 24 Ore.Le cifre previste
Stando alle stime pubblicate dal quotidiano economico, ogni magistrato interessato potrebbe ottenere oltre 70mila euro lordi come pagamento straordinario degli arretrati, oltre a un incremento permanente della retribuzione pari a circa 20mila euro all'anno. Le somme effettive dipenderanno dall'anzianità di servizio e dall'incarico ricoperto. I principali beneficiari sarebbero i 10.638 magistrati che risultavano già in servizio nel 2018.Le risorse disponibili
Secondo Il Sole 24 Ore, la copertura finanziaria rientra nel fondo da 1,9 miliardi di euro inserito nel Documento programmatico di bilancio per sostenere le spese conseguenti alle decisioni giudiziarie. La questione nasce da una controversia sulle modalità utilizzate per determinare gli stipendi dei magistrati, soggetti a revisione triennale sulla base degli aumenti medi delle retribuzioni nel settore pubblico.Le decisioni del Consiglio di Stato
Nel luglio 2025, il Consiglio di Stato ha contestato il sistema di calcolo adottato, rilevando, tra gli altri aspetti, l'esclusione di alcune indennità e di determinate categorie di lavoratori pubblici, oltre all'impiego della media ponderata al posto di quella aritmetica semplice.Le sentenze hanno riguardato in una prima fase gli aggiornamenti salariali del periodo 2018-2020, producendo effetti anche sulle revisioni riferite al triennio 2021-2023. Spetta quindi all'esecutivo dare seguito alle pronunce della giustizia amministrativa, predisponendo le necessarie coperture attraverso appositi decreti.

