Dal 2027 potrebbe arrivare un aumento di 5 euro sul prezzo delle sigarette, sia tradizionali che elettroniche, grazie a una proposta di legge di iniziativa popolare che ha raccolto le 50mila firme necessarie per essere presentata in Parlamento.
La proposta prevede l’introduzione di un’accisa specifica di 5 euro su tutti i prodotti da fumo e inalazione di nicotina, indipendentemente dal costo iniziale. Saranno inclusi sigarette, sigari, tabacco trinciato, tabacco riscaldato e liquidi per sigarette elettroniche, senza distinzioni. Tuttavia, prodotti farmaceutici contenenti nicotina, utilizzati per smettere di fumare, rimarranno esenti da questa tassa. Se approvata entro quest’anno, la nuova regolamentazione entrerebbe in vigore dal 1° gennaio 2027.
Il panorama internazionale mostra esempi notevoli: in Francia il prezzo delle sigarette è salito da 7 a 13 euro tra il 2017 e il 2025, portando la percentuale di fumatori dal 27% al 18%. In Irlanda, un aumento da 13 a oltre 15 euro nello stesso periodo ha ridotto il tasso dei consumatori dal 23% al 18%.
Con il superamento della soglia legale delle 50mila firme, la proposta sarà consegnata al Parlamento, anche se il percorso legislativo rimane incerto. Nonostante l'obbligo di presentazione secondo la Costituzione, non vi è una garanzia automatica che Camera e Senato discutano effettivamente il testo. Per questo motivo, i promotori intendono mantenere alta l'attenzione pubblica e incrementare il numero di firme per rafforzare la pressione popolare sui parlamentari, sperando che la proposta venga esaminata dalle commissioni competenti.
Dal 2027 aumento di 5 euro sulle sigarette: la proposta di legge di iniziativa popolare che ha raccolto 50mila firme
Dal 2027 potrebbe arrivare un aumento di 5 euro sul prezzo delle sigarette, sia tradizionali che elettroniche, grazie a una proposta di legge di iniziativa popolare che ha raccolto le 50mila firme necessarie per essere presentata in Parlamento. L’obiettivo principale di questa misura è ridurre il consumo di tabacco, destinando i ricavi aggiuntivi al finanziamento del Servizio sanitario nazionale. L'iniziativa è sostenuta da associazioni e fondazioni come Aiom, Airc, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom, e segue l’esempio di altri Stati europei che hanno ottenuto risultati significativi aumentandone il prezzo.La proposta prevede l’introduzione di un’accisa specifica di 5 euro su tutti i prodotti da fumo e inalazione di nicotina, indipendentemente dal costo iniziale. Saranno inclusi sigarette, sigari, tabacco trinciato, tabacco riscaldato e liquidi per sigarette elettroniche, senza distinzioni. Tuttavia, prodotti farmaceutici contenenti nicotina, utilizzati per smettere di fumare, rimarranno esenti da questa tassa. Se approvata entro quest’anno, la nuova regolamentazione entrerebbe in vigore dal 1° gennaio 2027.
Il panorama internazionale mostra esempi notevoli: in Francia il prezzo delle sigarette è salito da 7 a 13 euro tra il 2017 e il 2025, portando la percentuale di fumatori dal 27% al 18%. In Irlanda, un aumento da 13 a oltre 15 euro nello stesso periodo ha ridotto il tasso dei consumatori dal 23% al 18%.
Con il superamento della soglia legale delle 50mila firme, la proposta sarà consegnata al Parlamento, anche se il percorso legislativo rimane incerto. Nonostante l'obbligo di presentazione secondo la Costituzione, non vi è una garanzia automatica che Camera e Senato discutano effettivamente il testo. Per questo motivo, i promotori intendono mantenere alta l'attenzione pubblica e incrementare il numero di firme per rafforzare la pressione popolare sui parlamentari, sperando che la proposta venga esaminata dalle commissioni competenti.

