Vito Vacchiano è stato
picchiato in
carcere da trenta detenuti. A sapere dell'aggressione è stato l'avvocato Francesco Rocciola. Il legale, nella serata di domenica 6 novembre, ha ricevuto una telefonata dal carcere di Fuorni. Gli è stato detto che il suo assistito (lo segue per una rapina) sarebbe stato pestato.
Vito Vecchiano è figlio di
Barbara Vecchiano, donna che aveva ospitato a casa sua
Marzia Capezzuti, la 29enne di Milano anche dopo la morte del fratello, convivente della ragazza.
Caso Marzia Capezzuti, Vito Vacchiano picchiato in carcere
Nella mattinata di domenica, Vito era entrato nell'istituto penitenziario dopo l'aggravamento della
misura cautelare. L'uomo si trovava agli
arresti domiciliari dato che lo scorso 25 ottobre era uscito di casa per sfuggire ai giornalisti di
Chi l'ha Visto. Una leggerezza pagata due volte da
Vito Vacchiano, prima con il trasferimento in carcere, poi con il pestaggio messo in pratica da una trentina di detenuti del suo reparto. Una possibile "punizione" per le presunte violenze che lui e la sua famiglia - come ipotizza la procura di Salerno - avrebbero fatto alla 29enne ritenuta ora morta dagli inquirenti
Una vicenda sulla quale indagano gli agenti della polizia penitenziaria i quali avrebbero già identificato quasi tutti i responsabili. Inoltre, il21enne avrebbe chiesto all'avvocato di procedere contro tutte le persone che verranno indicate .
Marzia Capezzuti, slitta l'esame del Dna
Slitta a fine mese l'
esame del
Dna per il corpo ritrovato tra Pontecagnano Faiano e Montecorvino Pugliano. Ma tutto lascia credere che si tratti del cadavere di
Marzia Capezzuti, la 29enne scomparsa nel nulla lo scorso 8 marzo da Pontecagnano. Dopo il primo slittamento, è probabile che prima di fine novembre/inizio dicembre gli esami non si terranno. Il dubbio, dunque, rimarrà tale ancora per qualche settimana.
Per capire se il corpo ritrovato a Pontecagnano qualche giorno fa è o no quello di
Marzia Capezzuti, scomparsa in provincia di
Salerno, occorrerà attendere i risultati degli accertamenti tecnici irripetibili. Prelievo del
Dna e
autopsia saranno fondamentali per fare chiarezza sull’identità della persona deceduta. In questi giorni il
Ris (reparto investigazioni scientifiche) di Roma analizzeranno alcuni materiali sequestrati la scorsa estate.