Continua a tenere banco il caso dei presunti
pestaggi nel c
arcere di Santa Maria Capua Vetere, dopo la rivolta per la diffusione del
coronavirus. Quattro detenuti hanno sporto denuncia tramite i loro familiari, avvocati e Garante regionale.
Violenza nel carcere di Santa Maria Capua Vetere
Dal Sappe, altra sigla sindacale della Polizia Penitenziaria, in una nota a firma del segretario nazionale Emilio Fattorello, ribadisce la
difesa degli agenti del
penitenziario sammaritano, critica l'atteggiamento del Garante dei detenuti e svela dettagli su quanto
sarebbe successo in carcere. E parla di «
pestaggi avvenuti fra gli stessi reclusi» e «regolamenti di conti fra loro dopo che si decise di aprire le celle nel reparto Nilo, all'indomani delle prime avvisaglie del Coronavirus oltre all'aggressione alle spalle, da parte di un detenuti, di un poliziotto penitenziario». «Ma c'è stato anche un
recluso massacrato di
botte da un altro
detenuto, tanto da far scattare un ricovero in ospedale», sempre secondo il Sappe.