Il progetto di un ascensore esterno nell’area archeologica di Velia, sito UNESCO e simbolo della filosofia eleatica, ha acceso nuove polemiche sul piano della tutela e valorizzazione del patrimonio storico. L’intervento, finanziato con circa 7,66 milioni di euro dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, prevede la ristrutturazione della ex galleria ferroviaria e la costruzione dell’impianto di risalita.
Velia, storicamente culla del pensiero occidentale, continua a essere priva di un allestimento museale adeguato per raccontare le testimonianze emerse dagli scavi, una lacuna che il Codacons definisce prioritaria rispetto alla costruzione di un impianto meccanico.
L’associazione solleva inoltre dubbi sull’impatto che un ascensore esterno potrebbe avere sull’integrità paesaggistica e archeologica del sito, vincolato da rigorose normative UNESCO. “Velia non è un cantiere qualunque – sottolinea Lanzara – prima di installare strutture invasive occorre chiarire quali effetti avranno l’opera sul contesto storico, visivo e ambientale”.
In questo quadro, il Codacons Cilento ha annunciato l’invio di una istanza-diffida alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno, richiedendo trasparenza su diversi punti:
Velia, ascensore da 7,6 Milioni: Codacons chiede chiarezza
Il Codacons Cilento, attraverso l’avvocato Bartolomeo Lanzara, ha criticato la scelta di destinare risorse ingenti a un ascensore, sottolineando l’assenza di un museo nazionale che potrebbe ospitare e valorizzare i reperti archeologici di Velia. “Ben venga l’ascensore – dichiara Lanzara – ma prima di salire, sarebbe opportuno capire. Serve un museo nazionale, più volte annunciato e mai realizzato, per restituire dignità e tutela a un sito di valore universale”.Velia, storicamente culla del pensiero occidentale, continua a essere priva di un allestimento museale adeguato per raccontare le testimonianze emerse dagli scavi, una lacuna che il Codacons definisce prioritaria rispetto alla costruzione di un impianto meccanico.
L’associazione solleva inoltre dubbi sull’impatto che un ascensore esterno potrebbe avere sull’integrità paesaggistica e archeologica del sito, vincolato da rigorose normative UNESCO. “Velia non è un cantiere qualunque – sottolinea Lanzara – prima di installare strutture invasive occorre chiarire quali effetti avranno l’opera sul contesto storico, visivo e ambientale”.
In questo quadro, il Codacons Cilento ha annunciato l’invio di una istanza-diffida alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno, richiedendo trasparenza su diversi punti:
- la funzione e l’utilità pubblica dell’ascensore;
- l’impatto ambientale e paesaggistico previsto;
- le valutazioni archeologiche e tecniche effettuate;
- la provenienza dei fondi e la loro distribuzione;
- le garanzie di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto.

