A Vallo della Lucania è stata chiusa la casa degli orrori, il luogo nato per offrire accoglienza ai senza fissa dimora ma trasformatosi in un simbolo di degrado, occupazioni abusive e problemi di sicurezza. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
È stata dunque risolta la locazione degli immobili utilizzati come centro per senza fissa dimora con la definitiva cessazione. Il capogruppo di maggioranza Antonio Bruno: «Dal 2012 a oggi nessuno era riuscito a intervenire. Nemmeno l'omicidio consumatosi in quello stabile era bastato a determinarne lo sgombero - sottolinea -. È stato necessario un lavoro lungo e complesso, svolto insieme al Coordinatore dell'Ambito Sociale S8, per superare ostacoli e resistenze di ogni genere». Per il capogruppo la chiusura rappresenta un segnale importante per il territorio. «I problemi non si nascondono sotto il tappeto. Si affrontano e si risolvono. Oggi restituiamo serenità ai cittadini che vivono nei pressi di quegli immobili e ribadiamo che sicurezza e legalità non sono negoziabili».
Vallo della Lucania, chiusa la casa degli orrori teatro dell'omicidio di Francesca Galatro: "Ripristino della legalità"
A Vallo della Lucania è stata chiusa la casa degli orrori, il luogo nato per offrire accoglienza ai senza fissa dimora ma trasformatosi in un simbolo di degrado, occupazioni abusive e problemi di sicurezza. In quella struttura, nel 2020, fu uccisa Francesca Galatro trans originaria di Buonabitacolo. La donna venne trovata priva di vita nel suo appartamento. Sul posto intervennero i Carabinieri e le indagini portarono all'arresto di Giuseppe Verdoliva, che ha sempre dichiarato di essere innocente. Il processo però non è mai arrivato ad una conclusione definitiva tanto che poi Verdoliva fu colpito da un ictus e sottoposto a perizia psichiatrica che ne accertò l'incapacità di partecipare a processo. Successivamente fu trasferito in una struttura sanitaria dove è morto tre anni fa.È stata dunque risolta la locazione degli immobili utilizzati come centro per senza fissa dimora con la definitiva cessazione. Il capogruppo di maggioranza Antonio Bruno: «Dal 2012 a oggi nessuno era riuscito a intervenire. Nemmeno l'omicidio consumatosi in quello stabile era bastato a determinarne lo sgombero - sottolinea -. È stato necessario un lavoro lungo e complesso, svolto insieme al Coordinatore dell'Ambito Sociale S8, per superare ostacoli e resistenze di ogni genere». Per il capogruppo la chiusura rappresenta un segnale importante per il territorio. «I problemi non si nascondono sotto il tappeto. Si affrontano e si risolvono. Oggi restituiamo serenità ai cittadini che vivono nei pressi di quegli immobili e ribadiamo che sicurezza e legalità non sono negoziabili».

