In un colloquio telefonico esclusivo di sei minuti con il Corriere della Sera, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scagliato un durissimo attacco frontale contro la premier italiana Giorgia Meloni e le massime istituzioni religiose, ridisegnando i confini di una tensione diplomatica senza precedenti tra Roma e Washington.
«Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo», ha dichiarato Trump, sottolineando come l'Italia preferisca che siano gli Stati Uniti a farsi carico del lavoro sporco per garantire l'afflusso di greggio. Il presidente americano ha inoltre dipinto una Nato ridotta a «tigre di carta», criticando il rifiuto italiano di inviare assetti militari (come i dragamine) per proteggere gli interessi comuni.
Non meno violento è stato l'affondo contro il Papa, che Trump chiama "Papa Leone" (probabilmente un riferimento polemico o un errore di citazione nel colloquio). Secondo il leader della Casa Bianca, l'appello alla pace del Pontefice dimostrerebbe una totale mancanza di comprensione della realtà iraniana.
Trump sostiene che l'Iran rappresenti una minaccia nucleare imminente capace di colpire l'Europa in pochi minuti e accusa il Vaticano di ignorare la repressione interna al Paese, citando l'uccisione di 42mila manifestanti nell'ultimo mese. «Non ha idea di cosa stia succedendo, non dovrebbe parlare di guerra», ha sentenziato il presidente Usa.
Il discorso si è poi spostato sulla tenuta sociale del continente. Per Trump, l'immigrazione e le politiche energetiche stanno «uccidendo l'Europa» e distruggendo l'Italia dall'interno.
L'intervista scatta una fotografia inquietante dei rapporti transatlantici, evidenziando un isolamento crescente del governo italiano agli occhi di una Casa Bianca che chiede un impegno militare ed economico molto più aggressivo nello scacchiere mediorientale.
Trump attacca Meloni e il Papa
Il tycoon si è detto profondamente deluso dall'atteggiamento della presidente del Consiglio italiana riguardo alle tensioni internazionali e alla sicurezza energetica. Trump accusa la Meloni di non voler collaborare attivamente nella gestione delle minacce nucleari e del controllo delle rotte petrolifere nello stretto di Hormuz.«Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo», ha dichiarato Trump, sottolineando come l'Italia preferisca che siano gli Stati Uniti a farsi carico del lavoro sporco per garantire l'afflusso di greggio. Il presidente americano ha inoltre dipinto una Nato ridotta a «tigre di carta», criticando il rifiuto italiano di inviare assetti militari (come i dragamine) per proteggere gli interessi comuni.
Non meno violento è stato l'affondo contro il Papa, che Trump chiama "Papa Leone" (probabilmente un riferimento polemico o un errore di citazione nel colloquio). Secondo il leader della Casa Bianca, l'appello alla pace del Pontefice dimostrerebbe una totale mancanza di comprensione della realtà iraniana.
Trump sostiene che l'Iran rappresenti una minaccia nucleare imminente capace di colpire l'Europa in pochi minuti e accusa il Vaticano di ignorare la repressione interna al Paese, citando l'uccisione di 42mila manifestanti nell'ultimo mese. «Non ha idea di cosa stia succedendo, non dovrebbe parlare di guerra», ha sentenziato il presidente Usa.
Il discorso si è poi spostato sulla tenuta sociale del continente. Per Trump, l'immigrazione e le politiche energetiche stanno «uccidendo l'Europa» e distruggendo l'Italia dall'interno.
L'intervista scatta una fotografia inquietante dei rapporti transatlantici, evidenziando un isolamento crescente del governo italiano agli occhi di una Casa Bianca che chiede un impegno militare ed economico molto più aggressivo nello scacchiere mediorientale.

