Nel 2026 la parola più ricercata sul sito Treccani è "femminicidio". Seguono sul podio "maranza" e "fake news". Tra i termini più consultati troviamo anche "overtourism", "influencer", "smart working", "rider", "meme" e "selfie": tutte parole ormai parte del linguaggio quotidiano e inserite nei dizionari.
La diffusione della parola "femminicidio" risponde alla necessità di dare un nome preciso all’"uccisione di una donna da parte di un uomo, spesso il marito o il compagno, in un contesto culturale di oppressione e violenza di genere". Questo termine, considerato un neologismo, è stato riconosciuto nel Vocabolario Treccani e scelto come parola dell’anno 2023 per la sua importanza socioculturale.
Tra i neologismi più consultati spicca il caso di "maranza". Negli anni Ottanta e Novanta del Novecento indicava un "abitante delle periferie urbane, non necessariamente giovane, spesso rozzo", ma ha evoluto il suo significato a identificare oggi un "giovane parte di gruppi di strada chiassosi caratterizzati da un abbigliamento vistoso e comportamenti volgari". Internet e i social media hanno consolidato l'uso del termine "fake news", espressione inglese per le notizie false diffuse intenzionalmente online.
Il termine "overtourism" è passato dall’essere usato in ambiti specialistici a far parte del linguaggio giornalistico e politico per descrivere il sovraffollamento turistico. Parallelamente è cresciuto l’uso del termine "influencer", riferito a un individuo popolare sui social media che può guidare le scelte del suo pubblico.
In tempo recente, "smart working" – sostituibile con il termine italiano "lavoro agile" – si è diffuso durante la pandemia, indicando la flessibilità lavorativa per migliorare la produttività e conciliare le esigenze personali.
All'elenco si aggiungono "rider", per coloro che fanno consegne a domicilio soprattutto con biciclette attrezzate; "meme", termine coniato nel 1976 per indicare elementi culturali replicabili oggi divenuti virali sui social media; e "selfie", l’autoscatto spesso condiviso online.
Treccani, la parola più cercata nel 2026 è "femminicidio"
Dall'inizio del 2026 "femminicidio" è al vertice delle ricerche su Treccani.it, seguito da "maranza" e "fake news". Altri termini che hanno guadagnato popolarità sono "overtourism", "influencer", "smart working", "follower", "rider", "meme" e "selfie". Questi termini, una volta nuovi, sono ora comuni nel nostro vocabolario e nelle conversazioni quotidiane, nei media e nelle cronache, affermandosi nell’uso comune e nelle ricerche dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani.La diffusione della parola "femminicidio" risponde alla necessità di dare un nome preciso all’"uccisione di una donna da parte di un uomo, spesso il marito o il compagno, in un contesto culturale di oppressione e violenza di genere". Questo termine, considerato un neologismo, è stato riconosciuto nel Vocabolario Treccani e scelto come parola dell’anno 2023 per la sua importanza socioculturale.
Tra i neologismi più consultati spicca il caso di "maranza". Negli anni Ottanta e Novanta del Novecento indicava un "abitante delle periferie urbane, non necessariamente giovane, spesso rozzo", ma ha evoluto il suo significato a identificare oggi un "giovane parte di gruppi di strada chiassosi caratterizzati da un abbigliamento vistoso e comportamenti volgari". Internet e i social media hanno consolidato l'uso del termine "fake news", espressione inglese per le notizie false diffuse intenzionalmente online.
Il termine "overtourism" è passato dall’essere usato in ambiti specialistici a far parte del linguaggio giornalistico e politico per descrivere il sovraffollamento turistico. Parallelamente è cresciuto l’uso del termine "influencer", riferito a un individuo popolare sui social media che può guidare le scelte del suo pubblico.
In tempo recente, "smart working" – sostituibile con il termine italiano "lavoro agile" – si è diffuso durante la pandemia, indicando la flessibilità lavorativa per migliorare la produttività e conciliare le esigenze personali.
All'elenco si aggiungono "rider", per coloro che fanno consegne a domicilio soprattutto con biciclette attrezzate; "meme", termine coniato nel 1976 per indicare elementi culturali replicabili oggi divenuti virali sui social media; e "selfie", l’autoscatto spesso condiviso online.

