Emergono nuovi dettagli, terrificanti, sul femminicidio di Montecorvino Rovella: la busta di plastica fu stretta al collo di Assunta Sgarbini mentre era viva. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Durante l'autopsia, sono state rilevate lesioni multiple ed ecchimosi sul corpo della donna, oltre alla frattura della cartilagine tiroidea causata dalla pressione delle mani dell'aggressore. Si riferisce che il 37enne di Montecorvino Rovella sia responsabile dell'attacco mortale avvenuto il 23 agosto dello scorso anno nella loro abitazione. Secondo le indagini svolte, Persico avrebbe colpito violentemente la tiroide, causando la rottura e il conseguente collasso cardiorespiratorio della vittima. Mentre Assunta era in agonia, le è stato avvolto il capo con un sacchetto di cellophane fissato con nastro adesivo. All'imputato, difeso dall'avvocato Michele Gallo, sono state contestate anche le aggravanti della relazione affettiva con la vittima e della premeditazione, avendo acquistato il nastro adesivo giorni prima con l'intento di soffocarla, presumibilmente per un presunto tradimento.
La difesa della vittima è costituita dai suoi tre figli, il padre, il fratello e la sorella, assistiti dagli avvocati Paolo Toscano e Giovanni Grattacaso, oltre a rappresentanti legali di due associazioni contro la violenza sulle donne. L'omicidio si è consumato al termine di una violenta lite causata dalla decisione della donna di interrompere la relazione. Dopo l'aggressione mortale, Persico fuggì per poi essere rintracciato e arrestato dai carabinieri poche ore dopo. Prima di essere catturato, si era recato dai genitori lasciando una lettera di scuse in cui esprimeva intenzioni suicidarie.
Femminicidio di Montecorvino Rovella, la busta di plastica fu avvolta al collo di Assunta Sgarbini mentre era viva
Mentre Assunta Sgarbini lottava per sopravvivere, le fu messa una busta di plastica intorno al capo e stretta saldamente. La dottoressa D'Aniello, medico legale che ha condotto l'autopsia, ha presentato la sua testimonianza ieri davanti alla Corte d'Assise di Salerno, dove si sta svolgendo il processo contro Christian Persico, accusato dell'omicidio della sua convivente.Durante l'autopsia, sono state rilevate lesioni multiple ed ecchimosi sul corpo della donna, oltre alla frattura della cartilagine tiroidea causata dalla pressione delle mani dell'aggressore. Si riferisce che il 37enne di Montecorvino Rovella sia responsabile dell'attacco mortale avvenuto il 23 agosto dello scorso anno nella loro abitazione. Secondo le indagini svolte, Persico avrebbe colpito violentemente la tiroide, causando la rottura e il conseguente collasso cardiorespiratorio della vittima. Mentre Assunta era in agonia, le è stato avvolto il capo con un sacchetto di cellophane fissato con nastro adesivo. All'imputato, difeso dall'avvocato Michele Gallo, sono state contestate anche le aggravanti della relazione affettiva con la vittima e della premeditazione, avendo acquistato il nastro adesivo giorni prima con l'intento di soffocarla, presumibilmente per un presunto tradimento.
La difesa della vittima è costituita dai suoi tre figli, il padre, il fratello e la sorella, assistiti dagli avvocati Paolo Toscano e Giovanni Grattacaso, oltre a rappresentanti legali di due associazioni contro la violenza sulle donne. L'omicidio si è consumato al termine di una violenta lite causata dalla decisione della donna di interrompere la relazione. Dopo l'aggressione mortale, Persico fuggì per poi essere rintracciato e arrestato dai carabinieri poche ore dopo. Prima di essere catturato, si era recato dai genitori lasciando una lettera di scuse in cui esprimeva intenzioni suicidarie.

